Chi ha paura dello shock liberale

Tra i tanti, occorre riconoscere un merito preventivo al governo di Mario Monti (MM). Quello di rimescolare le carte del panorama politico italiano sulla base di criteri diversi da quelli del passato, cioè diversi da quelli della prima e della seconda Repubblica. Il parlamento italiano si dividerà, certamente, sui singoli provvedimenti (Ici sì, Ici no; pensioni d’anzianità sì, pensioni d’anzianità no) ma sono dettagli. Ovvero: ogni forza presente nel parlamento deciderà se appoggiare o meno ogni singola proposta di MM in relazione alla propria base elettorale. Ma, come dicevo, sono dettagli.

Mario Monti © GettyImages

Certamente le carte dei poli verranno rimescolate con possibili smottamenti sia all’interno del Pdl sia all’interno del Pd ma, ripeto ancora una volta, sono dettagli. La vera divisione che occorre tenere d’occhio è quella che si determinerà all’interno dei singoli poli sulla base dell’atteggiamento che verrà assunto dai parlamentari di centro-destra e centro-sinistra verso lo shock liberale che Monti ha promesso nei suoi discorsi programmatici di Senato e Camera. I parlamentari si divideranno, certamente, e si ricompatteranno in (probabilmente) nuove formazioni politiche, e lo faranno sia sulla base delle richieste della propria base elettorale sia, soprattutto, sulla base della propria adesione o meno al progetto liberale che MM ha in mente e che certamente attuerà. Questa è la trincea che separerà i politici conservatori da una parte e quelli liberali dall’altra e sarà solo un bene perché se la Terza Repubblica deve nascere è bene che i partiti non si formino sulla base di ideologie che hanno poco a che vedere con la vita concreta delle persone, ma sulla base del metodo attraverso il quale risolvere i problemi. C’è un metodo liberale e ce n’è uno conservatore e sarebbe bene che i politici ci dicessero quale dei due preferiscono. Quando, ad esempio, si affronterà la questione della scuola, sarebbe bene che i politici presenti in parlamento dicano se sono favorevoli alla concorrenza tra scuola pubblica e scuola privata o se ritengono che oggi il problema della scuola sia che a quella pubblica sono state tolte delle risorse e occorre ripristinarle. Sul lavoro: i liberali saranno favorevoli alle proposte del governo di MM per un superamento effettivo dell’articolo 18 e i 9 conservatori lo vorranno mantenere. Che i primi siano chiamati “di destra” e i secondi di “sinistra”, è un dettaglio. L’importante, per me, è sapere chi è liberale e chi no.

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Senza rete

Marco Cobianchi è giornalista economico del settimanale Panorama e collabora con Business People dove tiene la rubrica/editoriale Senza rete . E' anche autore dei libri Bluff, Mani bucate e Nati corrotti . E' stato conduttore su Rai 2 del programma Num3r1.
marcocobianchi.wordpress.com

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