Chi vuole eliminare i paradisi fiscali?

Volete un esempio di come il G7 sia diventato una parata per ministri delle Finanze (giapponesi) un po’ brilli? Prendiamo un esempio sotto mano. All’ultimo G7 di Roma è stata lanciata da parte italiana la proposta di chiedere a tutti i Paesi del mondo un “legal standard”, ovvero un sistema di regole e comportamenti che garantiscano un livello minimo di trasparenza nell’ambito del business finanziario. Bellissima idea. Ma come la applichiamo? E, soprattutto, a che serve applicarla? Su questo il G7 è rimasto, diciamo così, sul vago.

Se con l’adozione di un legal standard si pensa di riuscire a evitare nuovi choc finanziari come quello che ha dato origine alla recessione che ci sta attanagliando occorre ricordare che i germi di questo choc non hanno proliferato in qualche stato libero di Bananas, al massimo vittime del credit crunch, ma in America, che in quanto a legal standard non ha nulla da invidiare a nessuno. Nel corso degli anni in America sono nate più di 100 Authority che vigilano (avrebbero dovuto vigilare, meglio) sul business finanziario e non sono servite a nulla. Imporre 100 Authority al Liechtenstein o alle Bahamas, insomma, sarebbe inutile. Ma poi, come lo si ottiene questo legal standard? Gli Usa hanno provato a esportare la democrazia sulle punte delle baionette e non sembra sia andata benissimo e non è il caso di riprovarci per esportare nuove regole per la finanza. L’unico modo sarebbe vietare, per legge e con sanzioni severissime per pena, alle istituzioni finanziarie occidentali di fare affari o instaurare relazioni con quei Paesi che non adottano il legal standard. Solo che tutte le banche del mondo hanno una filiale in Paesi che non collaborano con la magistratura, accettano denaro da qualsiasi parte essi provengano, si offrono come piattaforme off shore per i traffici più loschi. Alzi la mano il Paese che per primo obbliga le sue banche a chiudere le filiali nei paradisi fiscali.

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Senza rete

Marco Cobianchi è giornalista economico del settimanale Panorama e collabora con Business People dove tiene la rubrica/editoriale Senza rete . E' anche autore dei libri Bluff, Mani bucate e Nati corrotti . E' stato conduttore su Rai 2 del programma Num3r1.
marcocobianchi.wordpress.com

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