Distribuiamo le invadenze

La libertà, si sa, è una conquista quotidiana. Fino a quando si tratta di fatti personali questa affermazione è vera, ma quando si tratta di fatti economici lo è un po’ meno. Infatti i due principali motivi che hanno portato l’Heritage Foundation ad abbassare il livello di libertà economica presente in Italia, il cui posto nella classifica dei Paesi più liberi è passato dal 64esimo al 76esimo, sono due. Il primo è la minore libertà dallo Stato (stimata in appena il 24,7%), il secondo è la libertà del lavoro. Sul primo punto ha pesato, dice l’Heritage Foundation, l’aumento della spesa pubblica e sul secondo le rigidità al mondo del lavoro introdotte dalla finanziaria 2007 del governo Prodi. Sull’attendibilità della stima si può discutere: la spesa pubblica non è di per sé indice di invadenza dello Stato, dipende come la spende, e d’altra parte delle rigidità introdotte da Prodi si hanno oggi solo rare tracce nella nostra legislazione.

Ciò che ha pesato, e molto, è stata la privatizzazione dell’Alitalia, che è stata realizzata sia con un intervento, questa volta sì, invasivo, dello Stato che ha speso troppi soldi per convincere la cordata italiana a prendersela, sia con un’azione sindacale che avrebbe fatto fuggire qualsiasi investitore. Tanto è vero che al bando di vendita non ha risposto nessuno (come non rispose nessuno di serio al bando di vendita di Padoa Schioppa, ricordate?).

In Italia la spesa pubblica è mal distribuita, così come è mal distribuito l’impegno sindacale a difesa dei lavori. Secondo alcune stime il numero dei contratti collettivi nazionali di lavoro sarebbero 356, ma secondo il dizionario giuridico Zanichelli sarebbero perfino 600. Contemporaneamente le lavoratrici dei call center si guardano bene dallo sposarsi per paura di restare incinte e perdere il lavoro. Troppa invadenza sulla vicenda Alitalia da parte dello Stato e troppa invadenza da parte dei sindacati verso la regolamentazione dei rapporti di lavoro di chi ha un posto fisso. Proviamo a distribuire le invadenze e saremo tutti più liberi.

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Senza rete

Marco Cobianchi è giornalista economico del settimanale Panorama e collabora con Business People dove tiene la rubrica/editoriale Senza rete . E' anche autore dei libri Bluff, Mani bucate e Nati corrotti . E' stato conduttore su Rai 2 del programma Num3r1.
marcocobianchi.wordpress.com

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