Europa, l’unica linea politica possibile

Si può (si deve) criticare Matteo Renzi per mille motivi tranne per quello di essere stato “servo” della Germania nella vicenda del salvataggio della Grecia. Anzi “salvataggio” (con le virgolette) perché in realtà la Grecia è stata spogliata di 50 miliardi di patrimonio pubblico che, in caso di mancato rispetto delle condizioni poste dalla Germania, sarà venduto al maggior offerente: ci vuole coraggio a chiamarlo “salvataggio”.

Matteo-Renzi-GettyImages

RENZI NON POTEVA FARE ALTRO CHE SPOSARE LA STRATEGIA DEL RIGORE TEDESCO

Ma, dicevamo: Renzi non può essere criticato per aver sposato la linea del rigore tedesco semplicemente perché quella è l’unica linea che può esistere in Europa. Non è possibile ve ne siano altre. E l’umiliazione alla quale è stato sottoposto l’unico Paese che ha provato a infrangerla, la Grecia, sta lì a dimostrarlo. Renzi è un politico non molto accorto, ma decisamente opportunista e sa perfettamente che per un Paese come l’Italia sposare una linea anti-rigorista sarebbe stato un suicidio non solo perché i mercati, le cui reazioni spesso isteriche hanno riflessi politici, l’avrebbero punito, ma anche perché la prossima legge di stabilità, della quale si inizierà a discutere dopo l’estate, potrà stare in piedi solo se conterrà quella flessibilità che Bruxelles, cioè la Germania, ci concederà. Difficile mettersi, ora, contro chi, domani, ci dovrà graziare. Per questo Renzi ha fatto bene ad assumere in Europa un ruolo defilato, se non addirittura del tutto assente. Per rendersi conto della sua (nostra) irrilevanza basta leggere qualche giornale straniero.

L’unica linea politica europea può essere quella del rigore di bilancio semplicemente perché un capo di governo non può chiedere, oltre un certo limite, ai propri cittadini di finanziare, attraverso le tasse, i consumi dei cittadini di un altro Paese. Di fronte a questa contraddizione insanabile di solito la ricetta che si propone è quella di accelerare l’integrazione europea per arrivare agli “Stati Uniti d’Europa” credendo, illudendosi e illudendo, che a quel punto, e solo a quel punto, l’Europa arcigna di oggi si trasformerà nell’Europa «dei popoli e delle nazioni» finalmente libera da interessi nazionali. Questo è profondamente falso: gli Stati Uniti d’Europa non potranno essere che ancora più rigorosi di quanto non sia l’Europa di oggi perché, aumentando l’interdipendenza, aumentano i controlli, le verifiche, le punizioni. Certo, esiste l’esempio americano, dove la California insolvente semplicemente fallisce senza mettere a rischio la solvibilità degli Usa, ma quel modello presuppone l’assunzione del principio di responsabilità come faro della vita civile (se sbagli, fallisci), mentre il principio guida europeo è quello della solidarietà (se sbagli, ti salvo) assai più ipocrita (se sbagli ti salvo, ma alle mie condizioni).

Quello che viene prospettato ai popoli europei è, quindi, di perdere totalmente la propria sovranità in nome di una presunta superiorità morale dell’Europa rispetto ai biechi interessi nazionali che oggi condizionano la vita politica europea. Illusi.

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Marco Cobianchi è giornalista economico del settimanale Panorama e collabora con Business People dove tiene la rubrica/editoriale Senza rete. E' anche autore dei libri Bluff, Mani bucate e Nati corrotti. E' stato conduttore su Rai 2 del programma Num3r1.
marcocobianchi.wordpress.com

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