Fermate il Movimento 5 Stelle

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Alessandro Di Battista, deputato e front man del Movimento 5 Stelle

Bisogna fermare il Movimento 5 Stelle. Ma, a differenza dei politici terrorizzati dalla possibilità di perdere la poltrona che occupano da decenni (andate a rivedere la faccia di Piero Fassino durante la conferenza stampa post-sconfitta: ha la paura disegnata in faccia), ci sono ottime ragioni per le quali un liberale dovrebbe sperare che il M5S venga fermato. Ed è che non esiste nel panorama politico nazionale nessun partito più statalista di quello di Grillo. Il programma economico dei sindaci appena eletti è terrorizzante: trasporti pubblici, acqua pubblica, raccolta rifiuti pubblici, scuola pubblica, musei pubblici, teatri pubblici. Lo spazio di iniziativa personale è relegato a un ammennicolo, una stravaganza se non a un vero e proprio pericolo per la democrazia. Le parole “liberalizzazioni” e “privatizzazioni” sono le uniche due che nel profluvio dei discorsi dei politici grillini non compaiono mai, nemmeno per sbaglio. Ok: nemmeno Renzi, che parla più di tutti i grillini messi insieme, le ha mai pronunciate, ma il suo non è uno statalismo militante come quello dei Cinque Stelle, è solo (probabilmente) ignoranza politica. Per i grillini, invece, rappresenta un’ideologia.

Per attribuire al pubblico sempre più funzioni ci vogliono, ovviamente, soldi. Tanti soldi. Da dove si prendono? Ovvio: dalla mitologica “lotta agli sprechi”. Secondo il sindaco di Roma Virginia Raggi, lottando contro “gli sprechi” si recupererebbero i soldi necessari per aumentare l’efficienza della macchina pubblica. Questo è un falso dimostrato dalla storia. Per rendere efficiente la macchina pubblica occorre diminuire l’ambito d’intervento della macchina pubblica, come l’esperienza della sanità lombarda insegna: la migliore sanità d’Europa è tale perché pubblico e privato collaborano insieme a dare una risposta al bisogno dei cittadini. Girano tangenti nella sanità lombarda? Certo che girano (o sono girate), ma questa costa al cittadino lombardo la metà di quanto costa a un laziale, a un pugliese, a un siciliano dove il modello è “tutto-pubblico”. Per la Raggi, insomma, l’ospedale Umberto I di Roma, uno scandalo che se solo i Nas andassero a visitare verrebbe chiuso per l’eternità, può essere reso efficiente recuperando i soldi che vengono dispersi in “sprechi”. Auguri.

 

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PER RENDERE PIÙ EFFICIENTE

LA MACCHINA PUBBLICA

OCCORRE RIDURNE

L’AMBITO D’INTERVENTO

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Ma il Movimento 5 Stelle non è solo statalista, è anche declinista perché è il partito del “no”: no Tav, no trivelle, no Olimpiadi, no nuovo stadio a Roma, no a qualsiasi cosa. Quindi, da una parte sono statalisti, e dall’altra rinunciano alla spinta che gli investimenti pubblici possono dare all’economia in nome della “lotta alle tangenti”. Ogni appalto pubblico crea un ambiente ideale per la corruzione quindi è meglio non fare nessun appalto (teoria peraltro falsa: la metro leggera di Torino è stata costruita senza nemmeno un avviso di garanzia). Questo ha una logica, malata, ma ha una logica. Solo che, e lo dice Raffaele Cantone, presidente dell’Authority anti-corruzione, per diminuire le tangenti occorre diminuire la burocrazia pubblica, non smettere di costruire. Ma questo è già difficile farlo capire a un politico “normale”, figuriamoci ai grillini.

Per fermare statalisti e declinisti c’è un solo modo: dimostrare che ridurre la presenza dello Stato nell’economia è l’unica strada che questo Paese ha per uscire da una crescita da prefisso telefonico. Il fatto è che non vedo in circolazione qualcuno disposto a sostenere questa tesi. Tantomeno Renzi il quale in fondo in fondo, aveva ragione quando, ammettendo la sconfitta, disse: voi grillini incarnate l’ansia di rinnovamento che è anche nostra. Vero: Pd e M5S sono, in fondo in fondo, uguali. Ma il M5S è “più Pd del Pd” per questo Renzi non li batterà mai.

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Marco Cobianchi è giornalista economico del settimanale Panorama e collabora con Business People dove tiene la rubrica/editoriale Senza rete. E' anche autore dei libri Bluff, Mani bucate e Nati corrotti. E' stato conduttore su Rai 2 del programma Num3r1.
marcocobianchi.wordpress.com

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