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Il business (oscuro) dell’accoglienza

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Mercoledì, 07 Giugno 2017
migranti-Italia-© Getty Images

Vediamo di mettere in ordine tutte le informazioni di cui siamo in possesso sul sistema di accoglienza dei migranti. Dunque: abbiamo scoperto che ci sono delle organizzazioni private che si avvicinano fino a poche miglia dalla costa libica, avvertono i trafficanti di schiavi di mollare gli ormeggi di barconi improvvisati e poi attendono che quei barconi si avvicinino alla loro nave per caricarli a bordo e trasportarli in Sicilia saltando Malta o Tunisi, che sono i due porti vicini più sicuri. Queste Ong non rivelano i loro finanziatori e hanno, perciò, bilanci molto oscuri e in-verificabili. Ma oltre a questo abbiamo anche il forte sospetto che queste Ong, alcune delle quali hanno anche rifiutato di essere ascoltate dal Parlamento, siano pagate dai trafficanti di schiavi i quali, potendo dare ai passeggeri una garanzia in più che verranno salvati, possono aumentare i prezzi.

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In Europa ci sono

2,1 milioni di migranti

che hanno ricevuto

un provvedimento

di espulsione

e che rimangono

nel Paese dove

sono arrivati

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Poi abbiamo scoperto che una volta sbarcati in Sicilia i migranti vengono smistati in centri di accoglienza che sono gestiti dalle cosche mafiose, nella migliore delle ipotesi. Perché nella peggiore sono gestiti da affiliati a organizzazioni criminali che li spediscono a lavorare in nero e quasi gratis nei campi di pomodoro. Nel frattempo le Prefetture italiane continuano a pubblicare bandi d’appalto alcuni dei quali, come quello del Cara di Mineo, sono scritti “su misura” in modo da escludere qualsiasi concorrenza. Eliminando la concorrenza molto spesso i bandi vengono assegnati al prezzo massimo, che corrisponde a 35 euro per migrante al giorno. A stabilire quanti migranti ci sono in un centro d’accoglienza, e perciò quanti soldi questo debba incassare per il servizio offerto, è il centro d’accoglienza stesso che, quindi, può dichiarare qualsiasi numero oppure può non segnalare che un certo numero di migranti ospitati lì è fuggito. Non avendo documenti né, ovviamente, un lavoro, a volte queste persone vengono espulse: in Europa ci sono 2,1 milioni di persone che hanno ricevuto un provvedimento di questo tipo e che, nonostante questo, non hanno lasciato i Paesi nei quali sono arrivati.

Quei 35 euro servono, come abbiamo saputo dalle inchieste giudiziarie, oltre che a ingrassare gli utili dei centri di accoglienza, a corrompere i funzionari pubblici che scrivono i bandi, pagati proprio per evitare la concorrenza e permettere all’amico dell’amico di vincere il bando con un ribasso di appena l’1%, come è successo nel caso del Cara di Mineo. Per il 2017 lo Stato ha previsto di spendere 4,6 miliardi di euro per sostenere i costi dell’accoglienza. Quattro miliardi e 600 milioni che ingrassano, nell’ordine: trafficanti di schiavi, Ong dai bilanci fumosi, mafiosi, criminalità e proprietari terrieri che cercano qualcuno a cui far raccogliere i pomodori. Questo è tutto.

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