«L’Italia ce la farà». Ma come?

Enrico Letta © Getty Images

Enrico Letta

Cos’è che rende ragionevole essere fiduciosi che «l’Italia ce la farà»? Questo ritornello che sento risuonare da mesi, se non da anni, comincia a diventare noioso e l’ultima volta che l’ho sentito ripetere, al Meeting di Rimini dal premier Enrico Letta, ho provato a chiedermi: perché sei così sicuro che l’Italia ce la farà? Da dove viene questa tua sicurezza, caro Letta?

Ok, ok, lasciamo stare che non s’è mai visto un premier che dice: «L’Italia (o qualsiasi altro Paese) non ce la farà». Capisco che per un presidente del Consiglio è il minimo sindacale sostenere che il proprio Paese «ce la farà». Peraltro, uno dei compiti principali di un politico, di una classe politica, è quella di produrre, oltre alla sicurezza, anche la fiducia. E Letta, giustamente, lo fa. A modo suo, con un tono di voce monocorde, ma lo fa. Solo che sostiene che «l’Italia ce la farà» prima di elencare tutto ciò che il governo intende fare (o ha fatto, o sta facendo) per raggiungere il traguardo.

 

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LO STATO DEVE LIMITARSI A FARE IL SUO DOVERE: PRODURRE SICUREZZA, NON CRESCITA

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Io posso essere certo che «l’Italia ce la farà» (anzi, ne sono più che certo), ma per i motivi contrari a quelli elencati da Letta. L’Italia ce la farà non perché il governo incentiva le assunzioni dei giovani (tutti gli incentivi sono discriminatori, quindi antidemocratici), non perché impone allo Stato di pagare un’ammenda se lo Stato ritarda nella consegna di un certificato. Ma sono convinto che ce la farà solo e soltanto se lo Stato si limiterà a fare esclusivamente quello che potremmo definire “il suo dovere”. Nulla di più, nulla di meno. Disegnare una cornice di legalità, produrre sicurezza, fornire a tutti i propri cittadini quel minimo di risorse che permettano loro di vivere dignitosamente e, magari, versare i contributi che oggi non versa per i propri dipendenti all’Inps ed evitare di ritrovarsi tra qualche anno con 100 miliardi di debiti verso i privati. Oltre a questo lo Stato deve fare poco altro (non nel senso che è poco ciò che deve fare, anzi, è tantissimo, ma è esattamente ciò che ci si aspetta da uomini politici).

L’Italia ce la farà quando, e solo se, lo Stato smetterà di pensare che sia lui a produrre crescita e lascerà che siano gli italiani a farlo.

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Senza rete

Marco Cobianchi è giornalista economico del settimanale Panorama e collabora con Business People dove tiene la rubrica/editoriale Senza rete. E' anche autore dei libri Bluff, Mani bucate e Nati corrotti. E' stato conduttore su Rai 2 del programma Num3r1.
marcocobianchi.wordpress.com

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