Meno taxi per tutti. Sicuri?

Nelle settimane scorse su Twitter si è formata una comunità di liberisti duri e puri, quelli senza se e senza ma riconoscibili attraverso l’ashtag #menotaxipertutti . Li accomuna l’idea che occorre non solo liberalizzare il settore dei taxi, ma addirittura “piegare” la lobby delle auto bianche, imponendo una liberalizzazione. A qualunque costo. Anche a costo di proclamare uno sciopero degli utenti dei taxi in risposta a quelli che eventualmente proclameranno gli autisti.

Taxi © GettyImages

Siccome la mia storia testimonia che io per primo ho sempre sostenuto la necessità di liberalizzare tutto il liberalizzabile e che il più grave errore del centrodestra è stato quello di farsi soffiare dal centrosinistra la bandiera della libertà d’impresa, posso permettermi il lusso di dire: andiamoci piano . Fino a prova contraria i tassisti non sono farabutti, non sono ladri, non sono legati ad attività criminali. Sono persone che hanno investito una buona parte del proprio patrimonio o dei propri risparmi per comprare una licenza che permettesse loro di esercitare una professione. Non è colpa loro se, in modo sbagliato, il servizio di taxi è regolato da licenze e se le tariffe sono fissate da un’autorità pubblica.
A queste persone non si può dire da un giorno all’altro che le loro licenze non valgono più nulla, perché su quel pezzo di carta hanno costruito una vita e hanno fatto progetti per la vita dei loro figli. Non è possibile dire loro che da domani è carta straccia.
Sull’altro piatto della bilancia c’è il bene comune, che consiste nell’avere più taxi a prezzi più bassi formatisi attraverso una concorrenza tariffaria non regolata da un ente pubblico. Queste due esigenze devono essere considerate entrambe quando si decide di stravolgere un mercato: ci sono gli interessi di chi opera in quel mercato e di coloro che ne comprano i servizi. Entrambi gli interessi sono legittimi, fino a prova contraria.
Soddisfare entrambe le esigenze, entrambi gli interessi è compito della politica ed è per questo che è giusto che i partiti facciano sentire la loro voce. Naturalmente bisognerebbe avere partiti responsabili. Se dimostrassero di non esserlo, se continuassero a difendere i loro interessi e non anche quelli dei loro elettori, allora #menotaxipertutti.

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Senza rete

Marco Cobianchi è giornalista economico del settimanale Panorama e collabora con Business People dove tiene la rubrica/editoriale Senza rete . E' anche autore dei libri Bluff, Mani bucate e Nati corrotti . E' stato conduttore su Rai 2 del programma Num3r1.
marcocobianchi.wordpress.com

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