Processo alle intenzioni

Angela-Merkel-Matteo-Renzi © Getty Images

Chi mi conosce sa quanto mi costi dirlo, ma devo ammettere che Matteo Renzi ha perfettamente ragione a chiedere in Europa più flessibilità nei conti pubblici. Ovvero: il permesso di fare più deficit pubblico . Il problema è che lui, con quella flessibilità, ci vuole vincere le elezioni e non rilanciare il Paese. Sì, lo so, i puristi dicono che a forza di fare deficit e debito si finisce dritti dritti verso il fallimento, si aumenta il debito che i nostri figli dovranno pagare e via di questo passo. Ma a parte il fatto che tutte le generazioni dei figli hanno dovuto pagare le boiate fatte dalle generazioni dei padri, e che non esiste una generazioni di figli che può pensare che i padri gli diano la pappina riscaldata avvicinandogliela alla bocca con il cucchiaio dai bordi arrotondati perché non si facciano la bua alle labbra.

Ma, a parte questo, ciò che deve essere chiaro è che con l’austerità che i padri si stanno imponendo, i figli dovranno pagare un debito molto più alto: quello che nei circoli degli economisti viene definita “recessione secolare”. Ma torniamo a noi. Se ha ragione Matteo Renzi a chiedere di poter fare più deficit (che poi stiamo parlando di un paio di miliardi, non di decine), ha torto quando spiega che vuole spendere quei fondi dando 500 euro a ogni 18enne “da spendere in cultura” e allargare alle forze dell’ordine gli 80 euro che, come si è visto dai dati del pil dell’anno scorso, non hanno sortito alcun effetto apprezzabile. Renzi fa una cosa giusta con le intenzioni sbagliate e per questo capisco che il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker ( cioè Angela Merkel ) faccia resistenza alle sue richieste.

"

IL PREMIER NON SBAGLIA

A CHIEDERE PIÙ FLESSIBILITÀ

NEI CONTI: SONO

LE SUE PROPOSTE

DI SPESA

A ESSERE ASSURDE

"

Quando Mario Draghi , presidente della Bce, ha lanciato il suo Quantitative Easing (acquisto di debito pubblico per immettere più liquidità nel sistema economico europeo), nel 2015, spiegò che questa misura, per quanto imponente (60 miliardi al mese) non sarebbe servita a nulla se gli Stati non l’avessero accompagnata con un taglio delle tasse e un aumento degli investimenti.

Da allora a oggi avrà ripetuto questo concetto decine di volte, ma l’Europa, stretta tra regole ora cervellotiche ora criminali, non è stata a sentirlo e il risultato è sotto gli occhi di tutti: immettere più liquidità (manovra monetaria) senza nuovi investimenti (manovra politica) non serve a nulla.

Perciò Renzi ha ragione a chiedere più soldi. Sono le sue intenzioni di spesa che sono assurde.

Provate a immaginare se tutti i leader europei chiedessero di aumentare il deficit oltre il consentito perché vogliono distribuire 500 euro a pioggia ai 18enni e dare 80 euro al mese in più alla maggior fetta possibile di cittadini in età da voto. Sarebbe il trionfo dello statalismo e del leaderismo.

Due parole che a Renzi piacciono da impazzire.

Commenti

Se siete iscritti alla community di Business People effettuate il login per pubblicare un commento.
Se non siete iscritti, registratevi alla community di Business People.

Senza rete

Marco Cobianchi è giornalista economico del settimanale Panorama e collabora con Business People dove tiene la rubrica/editoriale Senza rete . E' anche autore dei libri Bluff, Mani bucate e Nati corrotti . E' stato conduttore su Rai 2 del programma Num3r1.
marcocobianchi.wordpress.com

Archivio