Speriamo ci siano sempre più tagli

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Sono a favore dei tagli alla spesa pubblica. Soprattutto ai tagli alla scuola e alla sanità. Partiamo dalla scuola. L’unico modo per risparmiare soldi e offrire un insegnamento di qualità consiste nel ripensare radicalmente la struttura dell’offerta formativa, nella quale non dovrebbero esserci differenze tra scuole pubbliche e scuole private, ma tra buone scuole e cattive scuole. La differenza tra “scuola per i ricchi” e “scuola per i poveri” verrebbe di molto ridotta (annullarla è impossibile), se venisse dato alle famiglie il potere di decidere davvero dove mandare i propri figli a scuola consegnando loro il voucher formativo (modello Lombardia) da spendere dove vogliono. Alla Bocconi o alla Statale. Al liceo linguistico privato o in quello pubblico. Non ci sono i soldi? Falso. I fondi Fse (Fondo sociale europeo) possono servire proprio per questo, ma non vengono spesi dalle Regioni che, a giugno 2012, hanno impiegato mediamente meno del 35% dei soldi Fse messi a loro a disposizione (dovrebbero arrivare al 100% entro il 2013 ed è impossibile). I voucher formativi farebbero una pulizia tale nella foresta pietrificata di istituzioni scolastiche inutili, dannose, controproducenti per chi le frequenta, che il risparmio per lo Stato sarebbe molto superiore al valore dei tagli che cerca, inutilmente, di fare. Ho detto “inutilmente” perché con una burocrazia scolastica con la quale siamo costretti a convivere, qualsiasi taglio è inutile se non si cambia la struttura.
Sanità. È il settore nel quale la corruzione e lo spreco di denaro pubblico hanno raggiunto livelli inconcepibili. Se perfino nella regione più virtuosa e meglio amministrata d’Italia, la Lombardia, è possibile pagare – lecitamente o illecitamente, lo stabiliranno i magistrati – uno o più mediatori il cui lavoro consiste nel veicolare i rimborsi regionali a strutture private – ripeto: lecitamente o illecitamente non m’interessa – significa solo una cosa: che i prezzi dei rimborsi sono sbagliati. Sono troppo alti. Se qualcuno – ripeto fino alla noia, lecitamente o illecitamente – guadagna come mediatore tra Regione e ospedali, significa che c’è uno spazio di guadagno sui soldi che escono dalla Regione. E se è così in Lombardia, figuriamoci lo spazio siderale per guadagni privati che esiste nei rimborsi sanitari che dalle Regioni in deficit strutturale di bilancio sanitario passano alle strutture ospedaliere.
Sia nella scuola che nella sanità i tagli sono sacrosanti, non solo per risparmiare soldi pubblici, ma, soprattutto, per abbassare, limitare, ridurre la presenza della politica nella società. La prima lotta alla corruzione consiste nella lotta alla quantità di “pubblico” che si è fatta largo nel “privato”. I tagli servono. Speriamo ce ne siano sempre di più.

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Senza rete

Marco Cobianchi è giornalista economico del settimanale Panorama e collabora con Business People dove tiene la rubrica/editoriale Senza rete. E' anche autore dei libri Bluff, Mani bucate e Nati corrotti. E' stato conduttore su Rai 2 del programma Num3r1.
marcocobianchi.wordpress.com

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