Studenti? No, pensionati precoci

Studenti © GettyImages

Ho letto il documento programmatico degli studenti che di recente hanno sfilato nelle città italiane per contestare il ministro Gelmini. Che la scuola e l’università stiano soffrendo di tagli oltre il limite ragionevole, che il ministro Gelmini (quella del tunnel tra Ginevra e il Gran Sasso) non stia dando prova di riformismo illuminato, che il governo non abbia tra le sue priorità la scuola, questi sono tutti fatti. Ma che di fronte a questi fatti i ragazzi rispondano con richieste da impiegati è disarmante.
Ho letto la parte della “piattaforma rivendicativa” intitolata “welfare” e mi sono confermato nell’opinione che i ragazzi italiani stanno venendo su come pensionati precoci. Vediamo rapidamente i 17 punti programmatici (il documento completo è su altrariforma.it ).

● 1 Entità minima delle borse di studio.
● 2 Stanziamento di 321 milioni per finanziarle.
● 3 Allargamento dei beneficiari (abbassando, di conseguenza, la qualità media degli “aventi diritto”).
● 4 Una tessera che renda gratuiti i trasporti pubblici locali anche per gli studenti residenti nelle città universitarie (in ogni provincia c’è una sede universitaria, tutti i giovani studenti italiani non pagherebbero i trasporti pubblici, tranne quelli che lavorano).
● 5 Abolizione del prestito d’onore e di quelle che il documento definisce “mance” (con la conseguenza di abolire l’incentivo per i ragazzi a darsi da fare per restituirlo. Il prestito d’onore è uno strumento utile per far terminare gli studi a chi non riesce ad ottenere borse di studio. I ragazzi lo vogliono abolire sostituendolo (vedi punto 3) con più borse di studio che non devono essere restituite. Economicamente parlando, chiedono il fondo perduto invece del prestito a tasso agevolato.
● 6 Più soldi per le borse part-time per chi lavora in università.
● 7 Soldi a tutti gli studenti italiani che frequentano la quinta superiore per poter decidere liberamente dove andare a studiare, fosse anche nella loro stessa città.
● 8 Agevolazioni della tassazione degli studenti lavoratori (cioè far pagare meno tasse agli studenti che lavorano).
● 9 Istituzione di un programma di mobilità temporanea interna al territorio nazionale.
● 10 Istituzione di organi di controllo da parte degli studenti per la qualità delle mense e dei servizi.
● 11 Nessuna esternazionalizzazione ai privati dei servizi di diritto allo studio (quindi tutta la scuola deve essere pagata dallo Stato).
● 12 Coinvolgimento attivo degli studenti disabili.
● 13 Quote di bilancio “partecipato” delle Ardsu, le aziende regionali per il diritto allo studio (non è chiaro, vogliono entrare nel consiglio d’amministrazione?).
● 14 Accesso gratuito a cinema, teatri e concerti, ecc.
● 15 Un osservatorio in ogni regione per il diritto allo studio (non basta l’assessorato?).
● 16 Affitti calmierati per gli studenti, un programma di edilizia destinata agli studenti e possibilità di requisire (sì, c’è scritto “requisire”) gli alloggi sfitti.
● 17 Più soldi per chi aderisce al programma Erasmus.

Aggiungo la proposta migliore: eliminazione «di qualsiasi tipo di sconto sulla contribuzione studentesca legato a criteri meritocratici» perché «rifiutiamo la concezione ideologica del merito». Altro da aggiungere?

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Senza rete

Marco Cobianchi è giornalista economico del settimanale Panorama e collabora con Business People dove tiene la rubrica/editoriale Senza rete . E' anche autore dei libri Bluff, Mani bucate e Nati corrotti . E' stato conduttore su Rai 2 del programma Num3r1.
marcocobianchi.wordpress.com

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