Tutti possono sbagliare, anche il Fmi

In Grecia l’austerità imposta dalla Ue, gli errori dei politici locali, e perfino le cantonate del Fondo Monetario Internazionale - ammesse dall’ente stesso - hanno provocato la chiusura della Tv di Stato (per ora procrastinata) e dell’Orchestra sinfonica nazionale. Non ci sarebbe nulla da aggiungere tranne stupirsi dell’apparente contraddizione tra la spesa degli Stati europei a favore degli Stati in crisi e il perdurante stallo economico della Grecia. Come è possibile?

Grecia © Getty Images

Il motivo consiste nell’eterno tentennamento della politica europea, sempre sospesa tra il voler essere credibile, quindi “dura”, e il riconoscimento dell’impossibilità di esserlo fino in fondo. Il 12 novembre scorso i ministri delle Finanze dell’Eurozona hanno concesso alla Grecia, e in seguito anche a Francia e Spagna, due anni di tempo in più rispetto agli accordi precedenti, per raggiungere il pareggio di bilancio. Pareggio che dovrà essere raggiunto non più nel 2014, ma nel 2016. Il debito pubblico greco dovrebbe attestarsi al fatidico livello del 120% rispetto al Pil non più nel 2022, ma nel 2020. Resta un obiettivo praticamente irraggiungibile, ma questo è un altro discorso. La concessione di più tempo per mettere in carreggiata i conti pubblici è stata una decisione molto lungimirante, anche se non ci voleva molto per capire che era obbligata (a proposito: l’Italia, invece, non ha chiesto nessun rinvio), purtroppo però, contemporaneamente, l’Eurozona ha preso una decisione uguale e contraria. Sì alla proroga, ma rinvio di aiuti monetari per 31,5 miliardi di euro che Atene si aspettava dopo il voto parlamentare di un rigoroso (troppo?) piano di austerity. Ovviamente se le due misure fossero state prese contemporaneamente l’effetto sulle dinamiche economiche sarebbe stato ben maggiore di quello quasi nullo che ha avuto. Invece di sommare la potenza espansiva di rinvio del pareggio e aiuti, si è deciso di mettere in campo una sola di queste misure. Possono i cervelloni europei non aver capito che stavano sbagliando? Forse lo sapevano, ma ciò che è interessante notare è che gli aiuti da 31,5 miliardi di euro sono stati negati per il veto del Fondo Monetario Internazionale che in quell’occasione ha chiesto misure di austerity supplementari. Una posizione che lo stesso Fmi ha riconosciuto, dopo diversi mesi, come un errore. Che ha provocato la semichiusura della Tv e lo smantellamento dell’Orchestra di Stato. I colonnelli sarebbero orgogliosi del lavoro del Fmi.

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Marco Cobianchi è giornalista economico del settimanale Panorama e collabora con Business People dove tiene la rubrica/editoriale Senza rete. E' anche autore dei libri Bluff, Mani bucate e Nati corrotti. E' stato conduttore su Rai 2 del programma Num3r1.
marcocobianchi.wordpress.com

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