Il Salone del Mobile 2013 chiude con successo e guarda all’estero

La 52esima edizione dei Saloni di Milano ha totalizzato oltre 324mila visitatori da 160 Paesi. Claudio Luti: adesso capitalizziamo il successo di questa settimana

È positiva la chiusura della 52esima edizione dei Saloni, che dal 9 al 14 aprile hanno posto al centro dell’attenzione mondiale gli oltre 2.500 espositori italiani e stranieri presenti a Milano, divisi tra il Salone Internazionale del Mobile, il Salone Internazionale del Complemento d’Arredo, il SaloneSatellite e le biennali Euroluce e il SaloneUfficio.

Un totale di 324.093 visitatori – di cui 285.698 gli operatori del settore - da 160 paesi, con la quota degli stranieri che sale fino al 68% del totale (rispetto al 63% dell’edizione 2011 con le biennali Euroluce e SaloneUfficio) e che rende il Salone più che internazionale, globale. In arrivo visitatori dai paesi i del bacino asiatico, dagli Stati Uniti,dal Sud America e dall’Africa. Confermato l’interesse dei Paesi dell’area russa che consolidano la loro partecipazione con una significativa rappresentanza di operatori che guardano all’intera offerta merceologica dei Saloni, con una particolare propensione verso proposte ad alto contenuto di design.

«Il Salone del Mobile si conferma il più importante strumento di promozione dell’eccellenza creativa dove impresa e progetto trovano il loro naturale punto di incontro e di presentazione privilegiata del nostro saper fare – afferma il presidente di Cosmit, Claudio Luti. È un’atmosfera molto positiva quella che si è registrata in questi giorni, che testimonia come anche in momenti di difficoltà, innovazione, design e comunicazione sono le leve su cui investire. Le aziende, con grandi sforzi e investimenti per presentarsi al meglio all’appuntamento milanese, hanno attirato l’attenzione dei player internazionali. Da domani dobbiamo capitalizzare il successo di questa settimana - conclude Luti - andando nei territori e consolidando i migliori partner con il controllo della distribuzione, per crescere sempre di più sui mercati internazionali e non vanificare parte di questi sforzi».

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