Fuerteventura, l'eden del golf

L’isola rappresenta il non plus ultra per gli appassionati del green, in cerca di una meta dove alternare relax a percorsi eterogenei e piacevolmente sfidanti

In una fase in cui il mondo è attraversato da eventi che inducono a valutare con più attenzione le destinazioni delle nostre vacanze, anche il golf si trova a dover fare i conti con una sorta di “restringimento” delle mete più tradizionali. Sarà anche per questa tendenza che le isole Canarie stanno progressivamente guadagnando posizioni nel “ranking” e nell’apprezzamento degli appassionati, non solo per il fatto che rappresentano una destinazione a medio raggio – sono raggiungibili in circa 4 ore di volo –, ma anche perché sono una sorta di garanzia in fatto di clima, con temperature minime che raramente vanno sotto i 20° e massime che solo nel pieno dell’estate toccano i 30° (comunque mitigati dai venti, sempre presenti). Una combinazione che può non piacere agli amanti della tintarella, ma per i golfisti costituisce il non plus ultra. Andiamo, quindi, alla scoperta di Fuerteventura , l’isola delle Canarie più vicina alla costa africana (meno di 100 km).

EFFETTO EOLO (E APOLLO)
Quando si parla di quest’isola, il richiamo al vento è d’obbligo se si pensa che il nome, Fuerteventura, da alcuni è fatto risalire proprio a tale caratteristica climatica. Chi decide di giocare a golf da queste parti, metta in conto di dover affrontare diverse folate , con intensità che possono variare non poco nel corso della giornata, quando le correnti raggiungono i 20/30 km/h. A ogni modo, di fronte a temperature sempre miti, il vento risulta “fastidioso” solo per gli effetti non sempre prevedibili su traiettorie e volo della pallina. E se per il golf questa può essere una variabile non sempre controllabile, per altre attività come il windsurf o il kitesurf rappresenta la condizione necessaria, anzi fortemente agognata. Ecco perché Fuerteventura, la seconda isola per dimensione dell’arcipelago (dopo Tenerife), è anche un paradiso per gli appassionati della tavola da surf. Un paradiso che vede soprattutto nelle oltre 150 spiagge e nelle 3 mila ore di sole l’anno il suo punto di forza. L’entroterra, infatti, appare tipicamente arido (siamo su un’isola che non tradisce la sua origine, ospitando circa 250 vulcani) e risulta interessante per escursioni e visite (diverse le aree protette nella zona), ma il maggior fascino è dato dalle spiagge bianche e quelle scure di origine vulcanica, le dune adiacenti all’oceano e l’acqua cristallina di molti tratti della costa.

La combinazione di tantissime ore di sole, di venti tiepidi e di una collocazione geografica subtropicale si traduce in condizioni ideali per il turismo e il golf in particolare. A partire dalla metà degli anni ’60, infatti, quando dopo l’aeroporto venne costruito anche il primo hotel, la capacità di attrazione di Fuerteventura è cresciuta in modo esponenziale, restando, comunque, una meta poco frequentata da chi cerca vacanze maggiormente orientate al relax. E al golf! Ecco perché oggi la disponibilità di diversi percorsi, che forniscono un ventaglio di alternative decisamente interessante sia per caratteristiche tecniche che per dislocazione sul territorio, rappresenta una garanzia: quella di giocare sempre su terreni asciutti e in condizioni ideali, in cui il rotolo della pallina e il divertimento sono garantiti! Vediamo ora su quali campi puntare nella vostra permanenza sull’isola.

JANDIA
Per chi fosse interessato a 18 buche decisamente “poco convenzionali” , un giro allo Jandia, situato a Sud dell’isola, nella zona di Costa Calma, non può mancare. Non solo per il disegno e le caratteristiche di questo campo o per gli splendidi panorami, ma anche perché la conformazione del terreno (estremamente ondulato) nonché la sua consistenza (suolo duro e solido) rendono ogni colpo complesso. Se, infatti, la valutazione delle distanze appare difficile per il posizionamento dei green (quasi mai all’altezza del punto da cui si sta tirando), anche la componente di rotolo interviene significativamente nel determinare l’esito dei colpi. È senza dubbio un campo impegnativo , ma risulta molto stimolante. Al punto che, tempo e programmi permettendo, merita almeno un secondo giro per meglio gustarne le prerogative. In questo, la scelta del tee da cui partire determina una notevole differenza nella giocabilità delle singole buche. Date le forti ondulazioni e alcuni trasferimenti di lunghezza e dislivello importanti, la componente fisica entra in gioco: a chi non vuole faticare troppo, si consiglia l’utilizzo del cart o, quantomeno, del carrello elettrico . Una club house essenziale e un’accoglienza amichevole completano il quadro di una giornata di golf decisamente piacevole.

Jandia-Golf

Par 72 – 5.865 tee bianchi – 5.338 tee gialli – 4.518 tee rossi

FUERTEVENTURA
Se allo Jandia l’atmosfera e lo stile potrebbero essere definibili “ruspanti”, il Fuerteventura GC è, all’opposto, un circolo più sofisticato . Nella parte Nord-Orientale dell’isola, a una ventina di minuti dalla cittadina di Corralejo, questo club, già sede dell’Open di Spagna, trasmette, a partire dalla club house, la sensazione dei grandi spazi a disposizione. L’impostazione è da golf club moderno , con molte postazioni nel driving range e un’eccellente area per approcci e putting, con green separati e piuttosto ampi. Il terreno è pianeggiante , il che ha indotto il designer a preferire una tracciatura con una presenza consistente di buche a dogleg. Paradossalmente, gli ampi spazi che si respirano nella struttura di accoglienza (club house, ristoranti e campo pratica) non si confermano completamente lungo il percorso. Non si pensi a un campo angusto, ma è indubbio che alcune buche richiedano più di una valutazione: se, da un lato, qualche fuori limite e ostacolo d’acqua inducono a scelte conservative, dall’altro, la possibilità di “tagliare” gli angoli dei dogleg, scegliendo traiettorie aggressive, può rappresentare un’opzione con qualche rischio, ma capace di rendere più divertente il gioco. Anche in questo caso, la scelta del tee da cui partire incide sul livello di difficoltà del percorso.

Fuerteventura Golf

Par 71 – 5.979 tee bianchi – 5.712 tee gialli – 4.853 tee rossi

SALINAS DE ANTIGUA
Il Salinas potrebbe essere considerato un’estensione del Fuerteventura, tanto i campi sono vicini. Ma a partire dai bunker e dalle waste area – in molti casi formati da sabbia e sassolini di origine vulcanica, scuri e molto granulosi –, questo golf club presenta caratteristiche di disegno, contesto e terreno molto diverse . I panorami vista mare sono di grande impatto, mentre il contrasto di colori – il blu dell’oceano, il verde e il giallo dell’erba, uniti al “nero” dei bunker – contribuisce a rendere la giornata piacevole anche dal punto di vista visivo. L’altro aspetto da apprezzare in percorso sono le buche e la loro alternanza. In generale, la considerazione che si può fare è che, in molte situazioni, al giocatore si presentano più soluzioni di gioco , con scelte che possono favorire un approccio più aggressivo o linee di tiro e valutazioni più conservative. Un elemento che, oltre a rendere la partita tutt’altro che monotona, consente lo stesso divertimento a giocatori di livello diverso. Un’altra peculiarità di questo campo è, poi, lo stesso fondo. La compattezza e la consistenza di fairway e green è quella, per chi abbia avuto la possibilità di conoscerla, dei links scozzesi. Una tipologia di terreno che, oltre a favorire i rimbalzi e la corsa della pallina, richiede una certa attenzione nello swing: colpire la sfera in modo deciso e “pulito” sembra essere il modo migliore per ottenere colpi solidi e traiettorie attese. Una club house moderna ed essenziale accoglie i giocatori per i meritati momenti di recupero e per i commenti dopo una giornata che difficilmente li deluderà.

Salinas de Antigua-Golf

Par 70 – 5.490 tee bianchi – 5.106 tee gialli – 4.292 tee rossi

PLAYITAS
La sorpresa quando meno te l’aspetti. Tra i vari golf club dell’isola, questo circolo non appare proprio al centro dell’attenzione. Posizionato sempre sulla costa Orientale, in pratica a metà tra lo Jandia e i due GC Fuerteventura e Salinas, il Playitas merita almeno una visita. A differenza dei due più a Nord, il terreno qui è decisamente ondulato (più simile allo Jandia) e i panorami, gli scorci che si possono ammirare, sono senza dubbio di grandissimo impatto, spaziando tra le colline vulcaniche dell’entroterra e l’oceano, che da quasi tutte le buche è perfettamente visibile. Addentrandosi nel percorso, la presenza di villaggi e piccoli agglomerati di abitazioni rende il colpo d’occhio vario e piacevole . Se l’impostazione del circolo può essere definita “essenziale” – con una club house dedicata allo stretto necessario per le formalità tecniche dei giocatori (ma la vicina struttura dell’hotel è pronta per accogliere i golfisti prima e dopo il gioco) – lo sviluppo delle 18 buche è in grado di interessare e soddisfare le attese dei visitatori di ogni livello. Anche in questo caso è importante mettere in conto, oltre a una buona abilità ad affrontare colpi in diverse condizioni di lie della pallina (spesso in salita/discesa, situazione che può riguardare anche la posizione dei piedi), anche un certo impegno dal punto di vista fisico. Le pendenze costituiscono un fattore non trascurabile delle 18 buche. La presenza di qualche par 3 in più consente, comunque, di riprendere le energie profuse per completare i par 4 e par 5 più impegnativi.

Playitas-Golf

Par 67 – 4.792 tee bianchi – 4.481 tee gialli – 4.045 tee rossi

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