Al Salone di Francoforte l'industria tedesca si ricostruisce un volto «green»

L'industria automobilista tedesca si rifà il look al Salone di Francoforte. A due anni esatti dal dieselgate, mentre ancora continuano gli strascichi dello scandalo che coinvolse Volkswagen nel 2015 con la Ue che chiede la riparazione di tutte le auto , i grandi marchi della Germania presentano il loro futuro «green» sotto il motto Future Now.  

SALONE DI FRANCOFORTE: IL VOLTO GREEN DELL'INDUSTRIA TEDESCA

Volkswagen, Bmw, Daimler, Bosch: negli stand delle aziende di casa spuntano ovunque auto elettriche e modelli a guida autonoma frutto della massima tecnologia. Alle spalle c'è un piano di rilancio nazionale: entro il 2020, infatti, l’industria tedesca investirà 40 miliardi di euro nei motori alternativi e fra i 16 e i 18 miliardi di euro nella guida autonoma. Per esempio, Smart punta a diventare 100% elettrica per quella data. In questa ottica ecco lo spazio dedicato a Google, Facebook, Siemens, IBM, BlaBlaCar nel New Mobility World - il mondo della mobilità del futuro - oltre al debutto del Suv della cinese Geely.

Non ci sono Fiat, Alfa Romeo, Jeep, Peugeot, DS, Nissan, Volvo, mentre hanno presentato i loro mini Suv di sempr maggiore successo brand come Citroën, Kia e Hyundai. Spazio  per il lusso a quattro ruote, dalla Rolls-Royce Phantom e Bentley Continental GT fino alle novità Maserati e Ferrari, che ha portato qui la nuova Portofino, erede coupé-cabriolet della California.