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Auto hi tech: parola d'ordine formazione

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Giovedì, 12 Ottobre 2017

MARCO MAURI, DIRETTORE INNOVAZIONE E SVILUPPO DI ACI GLOBAL

Marco Mauri-Aci Global

Per Mauri la sicurezza stradale non ha segreti. Ex a.d. di Dekra Italia, network specializzato nelle revisioni auto e moto e nella fornitura di servizi per le aziende del settore, oggi è direttore innovazione e sviluppo di Aci Global. E ha le idee chiare su come si potrebbero evitare gli incidenti causati dalla convivenza tra auto stravecchie e quelle, forse, fi n troppo evolute.

Che cosa farebbe?
Obbligherei i costruttori a includere nei loro pacchetti di servizi un corso di guida sicura aggiornato sull’uso dei nuovi sistemi di sicurezza. E a inserire nel manuale digitale delle vetture video applicativi e di autoapprendimento.

Le officine autorizzate hanno gli strumenti per verificare, per esempio, che gli abbaglianti automatici si spengano davvero quando incrociano altri veicoli?
No, ed è una lacuna gravissima. I responsabili andrebbero formati continuamente. Una nuova direttiva ha previsto per loro un fortissimo aumento delle competenze, ma sul fronte dei sistemi attivi tutto rimane così com’è.

 E le conseguenze? 
Un esempio per tutti: in caso di incidente frontale il radar e i sensori a ultrasuoni devono essere ricalibrati. Ma alla revisione nessuno se ne può accorgere.

Le autoscuole sono al passo con le nuove tecnologie?
I programmi e le domande di esame sono abbastanza moderni. Non lo sono i veicoli utilizzati, soprattutto in alcune regioni. Aggiungo che di solito si usano utilitarie sprovviste dei sistemi più innovativi.

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