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Auto hi tech: verso scenari sempre più complessi

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Giovedì, 12 Ottobre 2017

FLAVIO COBIANCHI, CUSTOMER ACCOUNT SALES DIRECTOR CHASSIS SYSTEMS CONTROL DI BOSH

Flavio Cobianchi-Bosch

Flavio Cobianchi, è assolutamente certo dell’affidabilità dei sistemi di assistenza alla guida. Che fare, però, mentre si aspetta che queste tecnologie siano disponibili a tutti? «Giudico le diversità tecnologiche tra le auto più moderne e quelle datate, esattamente come la capacità di guida: sulle nostre strade convivono driver esperti e prudenti e altri meno abili. I nuovi sistemi servono proprio in situazioni in cui il conducente non è attivo oppure è distratto e tendono a ridurre queste differenze».

Non c’è il rischio di appaltare interamente la nostra sicurezza?
Dobbiamo ricordarci che a oggi il responsabile in caso d’incidente è il conducente, per il vigente codice della strada. Quindi gli aiuti elettronici vanno sempre gestiti e mai subiti passivamente.

Margini di miglioramento per questi dispositivi?
I vari scenari che si presentano nella vita reale e nei quali si chiede a questi sistemi di essere affidabili (agire solo e unicamente nelle situazioni di reale necessità) diventano sempre più complessi. La ridondanza dei sensori è un aspetto chiave: usare tecnologie diverse per guardare lo stesso scenario (radar e videocamera, per esempio) permette di riconoscere meglio le situazioni e quindi di agire con più affidabilità.

Le officine che fanno le revisioni sono all'altezza dei tempi?
Bosch sviluppa e vende attrezzature che rappresentano lo stato dell’arte per l’allineamento e la calibrazione di sensori Adas e fari con funzione automatica di anti abbagliamento. Naturalmente poi i vari operatori del settore sono liberi di sceglierle o meno.

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