Intorno a te solo aria

Vorremmo tutti essere Icaro. Qualcuno ci riesce, perché fa sport. Uno di quegli sport dei cieli che regalano emozioni impossibili da descrivere. Bisogna provarli. Ecco tutte le possibilità per mettere le ali e diventare Icaro.

Volo a vela
Ancora poco conosciuto e praticato in Italia, il volo a vela usa prevalentemente la tecnica del volo veleggiato, che regala l’emozione unica di una lunga e dolce planata nei cieli. Comodamente installati all’interno del cockpit di un aliante trainato da un aereo a motore e sganciato una volta incontrate le correnti ascendenti, salirete ancora più in alto sfruttando l’energia generata dal sole e dal vento e potrete percorrere centinaia di chilometri, specialmente lungo le dorsali montuose Alpi e Appennini contemplando le bellezze terrestri che sorvolerete. Un velovelista partito da Como è cosi riuscito ad atterrare a Taranto dopo nove ore di volo. Per cimentarsi con questo sport, occorre avere 16 anni compiuti.
Dopo aver superato un esame medico, basta poi iscriversi in una delle scuole riconosciute dalla Federazione Italiana Volo a Vela e abilitate a norma di legge (Fivv.org ). La spesa? Circa 3 mila euro per imparare con un istruttore ed essere pronti per l’esame ministeriale sia teorico che pratico. Una volta diventato velovelista, per volare, in quanto socio del vostro club, potrete continuare a usufruire della flotta a vostra disposizione o potrete perfino decidere di acquistare un aliante per un prezzo che oscilla tra i 15 mila e i 50 mila euro.
Divertimento, emozioni e conquista sono le tre parole usate da Leonardo Brigliadori, Presidente della Fivv per descrivere il Volo a Vela. Divertimento: «Volare è anche un gioco, è turismo, è contemplazione della natura e piacere di guida ecc. Basta pensare a quanto è bello volare sulle nostre Alpi, sulle Dolomiti, sul Cervino, il Bernina, il tutto solo con l’energia dell’aria». Emozioni: «Sono emozioni di stupore verso il miracolo che si rinnova ogni volta che si prende il volo e ci si muove per centinaia di chilometri senza ausilio di un motore, sfruttando soltanto ciò che offre il creato, l’intelligenza e l’esperienza dell’uomo». Conquista: «Forse è l’aspetto più importante; l’uomo ha bisogno di queste cose per rimediare alle frustrazioni ed alla monotonia della vita moderna».

Libertà senza limiti
Si tratta del volo in deltaplano. Il primo step indispensabile dell’iniziazione a questa disciplina sportiva è l’iscrizione in una delle scuole di volo sparse sull’intero territorio nazionale, abilitate a norma di legge e riconosciute dalla Federazione Italiana di Volo Libero (Fivl.it ) nata il 26 marzo 1976 a Cortina (Bl). Per minimizzare i rischi e ottenere il massimo dei risultati, occorre imparare ad utilizzare gli attrezzi sportivi in modo appropriato. «Il consiglio è quello di recarsi presso una scuola di volo e farsi guidare dall’istruttore passo dopo passo. Solo dopo una pratica piuttosto approfondita, si potrà godere al 100% dell’adrenalina che questo sport suscita. E’ importante sapere molto bene cosa fare in aria, altrimenti non scatta quella pace e quella tranquillità che moltiplicano le emozioni» spiega a Business People Luca Basso, Presidente della Fivl. Oltre ai requisiti di legge che impongono un’ età minima di 16 anni e una visita medica per poter frequentare una scuola di volo e ottenere un attesto di frequenza, il requisito principale è essere una persona equilibrata e prudente. Dopo aver frequentato la scuola di volo, l’allievo viene poi introdotto in uno dei 170 club di volo che conta l’Italia.
«Un corso completo, fino al raggiungimento dell’attestato, cioè della patente per volare, mediamente costa sui 1.000 euro. Poi bisogna mettere in conto l’attrezzatura personale, circa 5 mila euro. Poi, con una spesa media di circa mille euro l’anno tra club, assicurazione, trasferte in decollo e ammortizzazione dell’attrezzatura, si vola finché si vuole.
Insomma costa meno che andare a sciare 15 volte l’anno » spiega Damiano Zanocco, Consigliere alla Formazione della Federazione Italiana di Volo Libero e Vice Presidente dell’Associazione italiana degli istruttori di volo (Siva). «Il volo libero», aggiunge, «è una vera e propria scuola di vita, che cambia la vita. Noi che voliamo impariamo a volare sempre, ad aspirare all’alto, all’elevazione, al miglioramento di noi stessi. Noi capiamo tante cose che a terra non si comprendono bene. La sensazione principale è quella di libertà. Siamo liberi di muoverci in tutte
le dimensioni».

La quiete perfetta
Un mezzo di trasporto (almeno per questo era nata la mongolfiera) che sta godendo di un vero rilancio. Mezzo ecologicamente pulito che, per muoversi nell’aria utilizza un gas “più leggero dell’aria” come l’elio, l’idrogeno o l’aria riscaldata. Il volo aerostatico conta circa 20 mila piloti praticanti in tutto il mondo. Per praticarlo «prima di tutto occorre frequentare qualche raduno per vedere e capire come funziona, poi fare per qualche tempo lo “sherpa”, cioè l’aiutante a terra, di qualche pilota.
Quindi decidere se prendere il brevetto » consiglia Marco Majrani, fondatore della Fita (Federazione italiana aerostatica-Fitamongolfiere.it ), giornalista e storico dell’aeronautica. Se si decide poi di diventare pilota, è necessario avere almeno 16 anni e superare un esame psico-attitudinale e un esame medico approfondito. Il costo per ottenere il brevetto che viene rilasciato dall’Aviazione Civile e deve essere rinnovato di anno in anno (per gli over 60 o se si è istruttori, ogni sei mesi) è di alcune migliaia di euro mentre il costo medio di un’ora di volo è attorno ai 150 euro. Per fare un volo da passeggero non è richiesto alcun requisito, al di là dell’ovvia assenza di gravi patologie. Possono volare anche persone disabili.
Il costo di una mongolfiera “base” è di circa 35 mila euro. Vanno aggiunti i costi per le assicurazioni obbligatorie e quelli di gestione che possono essere attorno ai 10-15 mila euro all’anno. Occorre poi anche avere un mezzo di recupero (jeep con carrello o pick up o furgone).

Tuffi nel vuoto
Se siete in cerca di qualcosa di decisamente più impegnativo, potete optare per il paracadutismo sportivo. Ma fatelo per i motivi giusti e siate perfettamente consapevoli di ciò che implica. «Il paracadutismo non va ricercato e praticato in cerca di sensazioni forti; questo sarebbe l’approccio errato che favorisce lo sviluppo di quell’immagine da “saltimbanchi” con cui la gente ci accomuna. Il paracadutismo è uno sport a tutti gli effetti, con le sue regole molto chiare e precise a cui bisogna attenersi perché vi sia la sicurezza necessaria», spiega a Business People Alberto Notari, presidente della Federazione Italiana Paracadutismo Sportivo (Fipas.it ).
Per poter svolgere quest’attività, oltre a dimostrare una solida passione per il volo, un forte autocontrollo e equilibrio mentale e una buona capacità autocritica (essere troppo sicuro di sé non aiuta), è necessario presentare un certificato di idoneità psico-fisica rilasciato da appositi organi medico-sportivi ed una polizza di copertura dai rischi per RC. Per l’acquisto del materiale- che vi garantirà almeno cinque anni di attività in piena sicurezza se scelto con giudizio, i costi si aggirano intorno ai 7-8 mila euro (che includono il paracadute principale, il paracadute di emergenza, l’imbracatura, il dispositivo crono barometrico di attivazione dell’emergenza). Per quanto riguarda la pratica, per non correre nessun rischio, rivolgetevi a uno dei centri federati “garantiti” dalla Federazione.
«Godetevi uno sport bellissimo e coinvolgente, non esagerate chiedendo a voi stessi ciò che non siete ancora in grado di fare, sappiate aspettare con pazienza e umiltà e anche voi sarete in grado di misurarvi alla pari con i migliori. Non abbiate mai timore di rinunciare a un lancio ne di chiedere chiarimenti e/o consigli. Diffidate da chi, non in possesso di qualifiche, fornisca “suggerimenti” o dagli pseudo esperti» consiglia infine il presidente Notari.