Le Olimpiadi? Costano troppo. Oslo dice no, in corsa solo Cina e Kazakstan

Silvio Fauner sorpassa allo sprint la Norvegia regalandoci l'oro nella staffetta ai Giochi di Lillehammer 1994. Non ci sarà il bis di quella strepitosa edizione nel 2022

@ Getty Images

Troppi i 40 miliardi di euro richiesti l'edizione invernale 2022. Tra le richieste assurde anche un party con la famiglia reale e corsie riservate per i papaveri del Cio

Le Olimpiadi invernali del 2022 saranno un'affare per ricconi orientali. Restano infatti in corsa per l'organizzazione solo Almaty (Kazakistan) e la capitale cinese, Pechino , già teatro dell'edizione estiva dei Giochi nel 2008.

A chiudere la corsa all'Europa è stato il no di Oslo alle richieste assurde del Comitato Olimpico internazionale. A partire dai 51 miliardi di dollari (40 miliardi di euro circa ) di investimenti richiesti al governo norvegese: decisamente troppi per un Paese come quello scandinavo e in un momento del genere. «Un grande progetto come questo, così costoso, richiede un largo consenso popolare, non ce n’è abbastanza», ha chiosato la premier Erna Solberg . Stizzita la risposta del Cio, che ha definito la retromarcia «un'occasione persa per tutti i norvegesi che seguono con passione gli sport invernali», il commento del direttore esecutivo Christophe Dubi .

FOLLIE A CINQUE CERCHI. In realtà a essere irritato è soprattutto il governo di Oslo per alcune clausole imposte dal Cio nel contratto per l'assegnazione. Si parte da un party con la famiglia reale (a spese della corona), auto blu con autista per i papaveri del Comitato che hanno chiesto di viaggiare su corsie riservate sempre a semaforo verde. E ancora: smartphone con schede norvegesi per tutti i delegati, un'area vip allo stadio olimpico con catering super lusso e spazi pubblicitari in città per gli sponsor a cinque cerchi.

Dopo Oslo 1952 e Lillehammer 1994 , la Norvegia - primatista di medaglie vinte nei Giochi della neve - sembrava favorita per questa corsa soprattutto dopo i no di Stoccolma , Cracovia e dell'ucraina Liv . Si concretizzerà così una tripletta inattesa e indigesta di edizioni asiatiche: dopo la siberiana Sochi, Pyeongchang 2018 (Corea del Sud) e quattro anni dopo lo sprint tra Cina e Kazakhstan.

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