Crono d'autore

La complicazione più famosa al mondo, rivista nei dettagli che fanno la differenza: tra progetti estremi, meccaniche sopraffine ed eccellenza assoluta

Il cronografo è nato per rilevare la durata precisa di un determinato e breve momento, eppure è allo stesso tempo capace di fare la storia. Tant’è che alcuni modelli di Patek Philippe di quasi un secolo fa, i Rolex (i Daytona o il leggendario Paul Newman) e gli Speedmaster di Omega hanno segnato per sempre l’era moderna di questo segmento di mercato.

Fortunatamente, la cronografia contemporanea ha ancora tante pagine interessanti da scrivere. Questo è vero a maggior ragione in termini di complicazioni, rappresentate in queste pagine da due magnifiche novità in arrivo dal Salone di Ginevra: i trenta pezzi del Richard Mille RM50-02 e i cento esemplari del Datograph Perpetuo Tourbillon di A. Lange & Söhne, che sancisce il matrimonio perfetto tra un sublime cronografo (con ruota a colonna, minuti “saltanti esattamente” e funzione flyback), il calendario perpetuo (con grande data, fasi lunari e indicazioni che avanzano “saltando esattamente” e sono pertanto sempre perfettamente leggibili) e il tourbillon visibile attraverso il fondello in zaffiro.

Concettualmente agli antipodi è il Patek Philippe Ref. 5370, un cronografo “à rattrapante” – detto anche sdoppiante – che si concentra sulle misurazioni cronografiche eliminando anche il semplice datario. In questo capolavoro tutto è eccellenza: movimento manuale, quadrante in smalto e cassa in platino. Nella produzione su prezzi più umani – si fa per dire – svetta il nuovo Vacheron Constantin Overseas Cronografo, e anch’esso presentato all’ultimo Salon International de la Haute Horlogerie (Sihh). Vanta una meccanica di primordine certificata dal prestigioso Punzone di Ginevra e un innovativo sistema di cambio rapido di bracciale con altri due cinturini (uno in pelle e l’altro in caucciù).

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Come “mamma” del Daytona, Rolex è la regina della cronografia. E lo Yacht- Master II, il modello in acciaio più costoso della casa coronata, si pone come l’orologio da regata più originale in commercio. Sono rari anche i Breitling realizzati in serie limitata, e il Navitimer 01 Limited Edition (mille pezzi), presentato a Baselworld 2016, è davvero un segnatempo riuscito.

Chiudiamo la rassegna con il Tudor Fastrider Black Shield: un cronografo con cassa in ceramica di grande impatto. Tutti gli altri brand, a questo prezzo, riescono a vendere le casse in acciaio: ecco la straordinaria forza di Tudor e della “galassia” Rolex.

PEZZI DA PRIMATO
In una rassegna che abbraccia un range di prezzo che parte da meno di 5 mila e supera il milione di euro, vale la pena soffermarsi sul criterio della nostra scelta e sul significato di “crono d’autore”. Nel parallelo con il cinema, il mercato dell’orologeria conta una grande quantità di “cinepanettoni”, nel senso di prodotti facili, prettamente commerciali, magari furbetti e dal pessimo rapporto qualità-prezzo. Poi c’è anche altrettanto cinema d’autore, rappresentato a suo tempo dal neorealismo italiano e che il mondo ci invidia. Nell’alta gamma dell’orologeria significa progetti estremi (RM50-02), meccaniche sopraffine (Datograph, PP5370 e Overseas Cronografo) o segnatempo impeccabili nel rispettivo segmento (Yacht-Master II, Navitimer 01 Limited Edition e Fastrider Black Shield).

 

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