Dual Time: Bulgari vs Rolex

Come primo comune denominatore hanno la possibilità di tenere sotto controllo lo scorrere dei minuti in due latitudini diverse. Il secondo è l’eleganza classica che li contraddistingue. Per il resto, spazio a due diverse interpretazioni del Dual Time. Tra materiali pregiati, lavorazioni artigianali e prestazioni fuori dal comune. Un confronto dedicato ai nomadi contemporanei

La sindrome del frequent flyer è più che mai diffusa tra i manager di oggi, per i quali l’esigenza di essere presenti, almeno a livello temporale, in due luoghi diversi, è reale e quasi quotidiana. E se da un lato il mondo hi tech pullula di applicazioni ad hoc, è senz’altro più gratificante, e non solo a livello estetico, che questa mansione sia svolta da un orologio.

Faccia a faccia 

Ci ha pensato Bulgari, con il lancio recentissimo dell’Hora Domvs: prestazioni altamente complesse “mascherate” da un’inedita facilità di utilizzo, grazie a un solo pulsante che permette di sincronizzare le diverse funzioni. Oltre all’orario, il quadrante fornisce informazioni circa la stagione, il giorno e la notte, la mattina e il pomeriggio. Il tutto senza rinunciare a una veste esplicitamente classica, come accade per il Rolex Cellini Dual Time, nella sua nuova versione con cinturino in pelle di alligatore marrone e quadrante Guilloché. Parti metalliche, lancette, applicazioni e fermaglio con fibbia ad ardiglione sono in oro Everose 18 carati, per un’inedita armonia cromatica. Le funzioni di ore, minuti e secondi sono posizionate al centro, mentre il secondo fuso orario si trova a ore 6, dotato di indicatore a.m./ p.m.. Il movimento, manifattura Rolex, è meccanico a carica automatica. Due modi differenti di vivere lo scorrere del tempo mentre si attraversano gli spazi.

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