Orologi da uomo: tutti i colori dell'acciaio

La crisi dei mercati asiatici spinge il settore verso il ritorno al materiale più amato: una rinascita nel segno delle ultime tendenze, soprattutto nelle accattivanti scelte cromatiche

Con la profonda crisi del mercato orologiero asiatico – con dati di vendita in picchiata costante da inizio 2016 a oggi – anche l’alta gamma meccanica, abituata negli ultimi anni a prediligere una modellistica con casse in metalli preziosi (soprattutto per i mercati del Far East e per quelli arabi), è tornata a spingere forte sulle casse in acciaio, mettendo in campo diverse novità degne di nota.

In questo senso Baume & Mercier ha presentato il Clifton Cronografo con calendario completo. Si tratta di un riuscitissimo modello dalla linea super-classica con accorgimenti molto attuali, come la cassa dalla dimensione generosa di 43 mm di diametro e un movimento meccanico automatico tra i più affidabili del mercato: il calibro di base, infatti, è il Valjoux 7751 (un cronografo che ha fatto la storia dell’orologeria moderna e contemporanea). Attraverso un gustoso quadrante bianco-argenté, il calendario, con indicazione della data su lancetta centrale, permette di visualizzare anche il giorno e il mese in due finestrelle a ore 12, che si aggiungono all’indicatore giorno/notte a ore 9. Le fasi lunari, nel contatore a ore sei, sono indicate da un disco mobile che compie una rotazione in un mese lunare: 29 giorni e 12 ore circa. I secondi del cronografo sono indicati dalla lancetta centrale azzurrata, mentre le lancette cronografiche in acciaio azzurrato nei due contatori ausiliari a ore 12 e a ore sei consentono di rilevare rispettivamente i minuti e le ore. Il fondello in vetro zaffiro mostra i decori con motivo a chiocciola e Côtes de Genève sulla massa oscillante, il perlage sui ponti e sulla platina e le viti azzurrate.

Agli antipodi estetico-tecnici troviamo il Superocean 44 Special di Breitling. Il marchio di Grenchen, che storicamente ha sposato sia l’aviazione che la subacquea, propone uno strumento professionale impermeabile fino a mille di profondità e, come suo solito, con movimento automatico certificato dal Cosc (per una riserva di marcia garantita almeno 40 ore). Ma è nell’impatto visivo che gioca le sue carte questa interessante novità di Baselworld 2016. Ecco quindi la cassa d’acciaio nero satinato che si sposa con la lunetta di ceramica nera brillante e quadrante anch’esso nero, esaltato dalla trasparenza del vetro zaffiro incurvato, antiriflesso sui due lati, con “trionfo” di Superluminova negli indici e nelle lancette. Mentre la valvola di sicurezza per la fuoriuscita dell’elio è il suggello al tecnicismo dell’orologio subacqueo per eccellenza, anche se di fatto è una funzione realmente utilizzata soltanto da qualche migliaio di professionisti ultra-specializzati nel mondo.

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Di ispirazione aeronautica è invece il Fortis Flieger Professional, con cassa di 41 mm di diametro (dimensione non esagerata e molto portabile grazie alle anse corte) e movimento automatico: l’arcinoto e affidabilissimo Eta 2836-2N (38 ore di riserva di carica), in grado di indicare anche giorno e data a ore tre. Decisamente riuscito il rigore estetico del quadrante: nero antracite con indici, numeri arabi sovradimensionati e lancette luminescenti con Superluminova di un bel verde; e lancetta dei secondi centrale arancione. Il vetro zaffiro ha il doppio trattamento antiriflesso, quindi sia sulla parte esterna sia su quella interna, per una trasparenza quasi assoluta da ogni prospettiva. E l’impermeabilità, nonostante una vocazione non particolarmente marittima, arriva a cento metri, che consente una doccia in tutta sicurezza senza il rischio di allagare il nostro amato segnatempo. L’azienda di Grenchen – sì, vicina di casa di Breitling – ci ha sempre abituati a una lodevole attenzione al prezzo contenuto in funzione della proposta qualitativa, ma nel caso del Flieger Professional – a 1.350 euro – lo sforzo è ancora più percepibile.

Un’altra realtà ormai famosa nel mondo per il suo eccellente rapporto qualità-prezzo è la Nomos Glashütte, che da anni propone orologi originali, dai quadranti sempre rigorosamente pulitissimi e dalle dimensioni mai esagerate con movimenti manuali di manifattura. E quest’anno ha ampliato la sua notevole offerta con un movimento tutto nuovo – stavolta automatico (con 42 ore di riserva di carica) – realizzato completamente all’interno della propria manifattura, in terra di Sassonia, area davvero vocata per l’orologeria meccanica di qualità, avendo sul proprio territorio “colossi” del calibro di A. Lange & Söhne (Gruppo Richemont) e Glashütte Original (Gruppo Swatch). Il Neomatik – così è stato ribattezzato questo nuovo movimento – viene incassato in tutte le linee di Nomos Glashütte e qui presentiamo il nuovo modello Orion (con cassa di 36 mm di diametro), che – grazie al fondello in vetro zaffiro – ci mostra la pregevolissima realizzazione e le finiture degne di nota. Per un prezzo di listino (2.680 euro) ancora una volta molto competitivo.

Al contrario, il prezzo è più o meno l’ultimo aspetto che si prende in considerazione quando si pensa a Patek Philippe, uno dei marchi che ha fatto la storia dell’orologeria meccanica ginevrina. Un po’ come con una Ferrari o una Rolls-Royce, in un orologio della famiglia Stern c’è sempre almeno un dettaglio che fa la differenza rispetto alla concorrenza e anche nell’Aquanaut Travel Time Ref. 5164A la tradizione non si smentisce. In questo caso è l’interpretazione del secondo fuso orario, che attraverso un movimento automatico di manifattura viene proposto con una lancetta delle ore addizionale (in foto, quella scheletrata a ore nove) che può scomparire sotto quella principale. Abbiamo quindi l’indicazione di due fusi orari – l’ora locale e di “casa” – e la finestrella per individuare il giorno e la notte di entrambi i fusi orari. Altre finezze sono rappresentate dal quadrante nero a rilievo, con cifre in oro applicate e indici luminescenti, e dal cinturino in composite, definito “Tropical”, che richiama il quadrante. Mentre l’impermeabilità, anche grazie alla corona a vite, arriva a 120 metri.

Nell’anno della crisi di Hong Kong, Rolex ha affilato le armi proponendo nella fascia alta del suo listino in acciaio il nuovo Cosmograph Daytona con ghiera in ceramica (il best-seller assoluto del mercato planetario dell’alta gamma meccanica) e nelle fascia “entry-level” due orologi strepitosi: il nuovo Explorer, con quadrante “ristilizzato” e lancetta dei minuti allungata, e la novità dell’Oyster Perpetual Air-King, con cassa di 40 mm di diametro e quadrante nero, numeri tre, sei e nove in oro bianco, triangolo a ore 12 in Chromalight (così si chiama la luminescenza made in Rolex) e oro bianco. I numeri sono decalcati bianchi come le lancette in oro bianco, mentre Chromalight e lancetta dei secondi si colorano di verde. Il movimento è il celeberrimo Calibro 3131 certificato dal Cosc con nuovi standard di precisione: −2/+2 secondi di scarto per giorno, testato con movimento incassato. L’impermeabilità è garantita fino a cento metri di profondità. E il prezzo è di 5.800 euro.

Ulysse Nardin Marine Chronograph Annual Calendar

Sempre in casa Rolex, ma con una vita propria sempre più splendente, Tudor ha presentato a Baselworld 2016 una nuova variante dell’Heritage Black Bay: uno dei subacquei di alta gamma più apprezzati al mondo, che adesso propone un movimento di manifattura con autonomia di 70 ore e certificazione di cronometro rilasciata dal Cosc. Risalta subito il bracciale in acciaio che si ispira ai bracciali rivettati prodotti dal marchio tra gli anni Cinquanta e Sessanta, contraddistinti per l’appunto da rivetti di attacco delle maglie in evidenza ai lati del bracciale e dalla forma rastremata (oggi sono solo dettagli estetici). In dotazione vi è anche un cinturino addizionale in tessuto jacquard realizzato utilizzando il metodo tradizionale di un’azienda centenaria a conduzione familiare della regione francese di Saint-Étienne. La versione in foto ha quadrante nero, lancette e indici in oro rosa e un rivestimento luminescente color crema, con una leggera patina che ricorda quella di un orologio vintage. È impermeabile fino a 200 metri. E il prezzo di listino a 3.500 euro è un punto di riferimento dell’intero mercato: difficile avere di più a meno.

Un altro marchio dalla forte vocazione marinaresca è Ulysse Nardin, esponente di spicco della migliore qualità svizzera, con un’attenzione quasi unica verso soluzioni tecnicamente innovative; tanto per dire, è stata la prima manifattura a introdurre il silicio nell’alto di gamma. Con il nuovo Marine Chronograph Annual Calendar, la casa di Le Locle ha fatto di nuovo centro. La sapiente armonia estetica non fa sembrare per nulla affollato un quadrante che indica ore, minuti e piccoli secondi (a ore nove); cronografo con lancetta dei secondi al centro, contatore dei 30 minuti a ore tre e contatore delle 12 ore al sei; calendario annuale (regolabile in avanti e indietro, che può sembrare una banalità, ma non lo è) con contatore dei mesi a ore nove e data a ore sei. Per un segnatempo che dev’essere regolato solo una volta all’anno (riconosce infatti i mesi di 30 e 31 giorni, ma non febbraio). Se possiamo permetterci di dare un consiglio, è sempre affascinante vedere ogni orologio di alta gamma dal vivo, magari indossandolo al polso. A maggior ragione ciò vale per la cassa di 43 mm di questo Ulysse Nardin: semplicemente sublime. Nella semplicità dell’acciaio.

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