Non quotate, ma trasparenti: ecco le migliori aziende italiane

Pubblicata la classifica Webranking sulle società non quotate in Borsa che comunicano meglio sui canali digitali. Etica di business e sostenibilità sempre più significativi per clienti e stakeholder, ma spesso le aziende peccano in informazioni

Sace, Pirelli e Ferrovie dello Stato. È questo il podio delle aziende italiane non quotate in Borsa più trasparenti nei confronti dei clienti e degli investitori. È quanto emerge dalla terza edizione della classifica realizzata da Webranking sulle società non quotate, una sorta di stress test della trasparenza e dell’apertura sui canali digitali da parte delle aziende. L’edizione 2016 della ricerca, che quest’anno comprende 62 aziende (erano 50 nel 2015), individua alcuni segnali di miglioramento.
Quest’anno hanno passato il test quattro società (erano solo due lo scorso anno) che hanno ottenuto più della metà del punteggio massimo (40 punti su 80), considerato la soglia minima da raggiungere per soddisfare le esigenze degli stakeholder. Sace (53,2 punti su 80) mantiene salda la prima posizione, seguita da Pirelli (49,1) e da Ferrovie dello Stato (43) che sale dalla sesta alla terza posizione. Granarolo, scesa alla quarta posizione, si mantiene sopra la metà del punteggio massimo.

In pillole 

Tra le aziende che hanno aumentato maggiormente il loro punteggio ci sono: Barilla, Sace, Ferrero, Illy, Ferrovie e IBL

PIÙ TRASPARENZA, PIÙ FINANZIAMENTI. Da un lato l’avvento di internet ha aumentato la richiesta di informazioni facilmente accessibili, dall’altro sempre più persone, e in particolare i più giovani, spingono per capire meglio cosa sta dietro ai prodotti. Questo ha spinto anche le aziende non quotate a considerare la trasparenza e l’apertura sui canali digitali importanti per guadagnare la fiducia dei consumatori e della società.
Sebbene le società non quotate non abbiano gli stessi obblighi informativi delle società quotate, una maggiore trasparenza dimostra l’abilità di governare la propria reputazione sui canali digitali, poiché permette di ottenere una maggiore credibilità nei confronti degli stakeholder. Questa si traduce in un migliore accesso al mercato dei capitali, una maggiore fiducia presso i consumatori e una maggiore capacità di attrarre i talenti o di definire i temi chiave in un particolare settore.

COSA MANCA ALLE AZIENDE ITALIANE. La presentazione dell’azienda e del business è spesso superficiale e manca di informazioni su come l’azienda si prepara ad affrontare il futuro (strategia, investimenti, innovazione). Da notare inoltre che solo due aziende su cinque rendono disponibile sul sito il bilancio annuale, un documento fondamentale per capire l’azienda. L’etica di business e la sostenibilità nella gestione dell’azienda sono diventati temi sempre più significativi per i clienti e gli stakeholder. Ma a oggi solo un terzo delle aziende considerate pubblica un bilancio di sostenibilità.

Top10 Webranking Italy Non listed 2016

1. Sace (Punteggio: 53,2)
2. Pirelli (49,1)
3. Ferrovie dello Stato (43)
4. Granarolo (41,1)
5. Sea Milano (39)
6. Sisal (37,7)
7. Anas (36,1)
8. Gse (35,5)
9. Barilla (33,5)
10. Wind (32,8)

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