Auto, prezzi in retromarcia

MINI ONE . Oggi si porta a casa con 16.150 euro

Elettriche, ibride, ma anche compatte e vetture alto di gamma danno di più e costano di meno. Tutto il mercato, complice la crisi, per la prima volta si allinea all’andamento degli altri beni che nascono e si sviluppano grazie all’innovazione tecnologica. Abbiamo selezionato per voi i listini con i risparmi più invitanti

Udite udite: le automobili co­stano meno rispetto al pas­sato. Un fenomeno che fi­nora non era mai stato registrato, al contrario di quel­lo che succede ad altri beni di consumo durevoli. Vole­te uno smartphone o un ta­blet dell’ultimissima gene­razione senza pagarlo una fol­lia? Semplice: basta aspettare qualche mese e i prezzi, a parità di prestazioni, caleranno. Stesso discorso per i te­levisori: chi si è buttato ad acquistare uno dei primi mo­delli a schermo piatto si è guadagnato la patente di con­sumatore d’avanguardia, ma ha anche speso almeno il doppio di quanto avrebbe dovuto sborsare portando pa­zienza per un annetto. E che dire dei computer? Le per­formance continuano a crescere mentre i costi scendo­no in picchiata.
Nel mondo delle automobili, però, questo fenomeno è rimasto per decenni un perfetto sconosciuto . Ogni nuo­vo modello costava inesorabilmente più di quello che lo aveva preceduto, con buona pace delle leggi che regola­no i mercati degli altri beni di consumo tecnologici e con somma soddisfazione dei costruttori, impegnati a calco­lare i margini di guadagno sempre succulenti, soprattut­to nella fascia delle vetture di classe alta e medio-alta. Poi è arrivata la crisi con tutti i suoi frutti avvelenati, che oggi possono trasformarsi in occasioni d’oro. Spin­te dal calo vertiginoso delle vendite, le case automobili­stiche hanno cominciato a darsi seriamente battaglia sul fronte dei prezzi, con risultati a volte eclatanti se visti at­traverso le lenti di un potenziale acquirente.

Nissan Leaf

NISSAN LEAF . In pochi mesi il listino è crollato di oltre 8.500 euro

Prendete il caso di Nissan Leaf : in Giappone puntava­no molto su questa vettura elettrica a due volumi e cin­que porte e prevedevano di venderla nel mondo al ritmo di 20 mila esemplari l’anno. Peccato che a fine 2012 fos­se piuttosto lontana anche quota 9 mila. Che fare? Per non scottarsi troppo le dita con un simile cerino acceso in mano, si è agito sul prezzo in modo radicale. Risultato: dalla quotazione di partenza, che era in Italia di 38.500 euro, si è passati prima a 35.500 e subito dopo a 29.950 con una dotazione di serie da nababbi che comprende, tra l’altro, navigatore satellitare, la possibilità di attiva­re da lontano la climatizzazione, la retrocamera e il siste­ma di ricarica rapida. In pochi mesi, dunque, il listino è crollato di 8.550 euro tondi tondi , con buona pace di chi si era precipitato in concessionaria a prenotare l’elettrizzante novità con i fari a mandorla.

Renault Clio

RENAULT CLIO . Chiede 294 euro in meno rispetto al predecessore

La Leaf, comunque, resta sempre il modello elettrico fi­nora più venduto al mondo e i suoi costi di produzione sono legati a una tecnologia (quella delle batterie) che evolve in continuazione consentendo tagli succosi ai co­sti di produzione. Diverso è, invece, il risparmio che si ottiene oggi su modelli più tradizionali rispetto a quanto costavano nel 2006-2007. A tagliare i listini, tenendo conto dell’andamento dei prezzi al consumo, del potere d’acquisto, dell’inflazione sono almeno una cinquantina di modelli tra i più noti e desiderati.
Per esempio la Re­nault Clio , che nella versione 1.2 cinque porte con mo­tore da 75 cavalli costava, nel 2007, 12.100 euro, ov­vero 13.794 di oggi (secondo i dati Istat). Ebbene: la sua equivalente di oggi (di fatto è cambiata solo la po­tenza del motore, che adesso è di 73 cavalli) più emozio­nante, più tecnologica, più sicura costa 13.500 euro.

Toyota Prius

TOYOTA PRIUS . Nel 2007 costava circa 2 mila euro in più

E per chi pensa che una discesa di soli 294 euro sia poca cosa, è subito pronto il caso della Toyota Prius . L’ibri­da più diffusa al mondo nel 2007 era disponibile in una sola versione, ovviamente full optional, con propulsore da 1.500 centimetri cubi e una potenza (ottenu­ta sommando quelle del moto­re tradizionale e di quello elettri­co) di 113 cavalli, venduta a 26 mila euro, ovvero a 29.640 di oggi. Ora gli allestimenti sono tre, la Prius ha messo su un po’ di muscoli (1.800 centime­tri cubi e 136 cavalli) e a dieta il prezzo, che parte da quo­ta 27.500. Si impugna la calcolatrice e si scopre che in ter­mini reali la Toyota ha ridotto le sue pretese di 2.140 euro , che non sono certo noccioline.

Fiat 500L Pop

FIAT 500L POP . 2 mila euro di vantaggi per chi la sceglie

Ancora meglio se la passa chi ha messo gli occhi addosso alla Mini One ( in apertura ). Per portarsi a casa le chiavi dell’inglesina con tanto sangue tede­sco nelle vene nella versione da 95 cavalli con motore 1.600 sei anni fa ci volevano 17.700 euro che, Istat docet, equivalgono adesso a 20.178. Se conoscete qualcuno che l’ha acquistata allora e voi in­vece la puntate adesso, cercate di evitare gli sfottò, sareb­bero impietosi dato che nei listini la Mini One 1.6 è fer­ma a quota 16.150. I cavalli sono scesi da 95 a 75, è vero, ma è altrettanto vero che nell’era degli autovelox e del Tutor in un’auto la potenza non conta più come una vol­ta. E l’ipotetico amico che si gode i suoi 20 Hp in più, una volta fatti i conti, smet­terà senz’ombra di dubbio di bullarsi, perché il risparmio per chi compra oggi una Mini è di circa 4 mila euro , come dire che ogni cavallo in più del 2007 è stato pagato quasi come fosse un purosangue: 200 euro.

Bmw 114i

BMW 114i . Costa 2.500 euro in meno del vecchio modello

Risparmi sono anche quelli che gli strateghi del marke­ting offrono ai clienti per modelli che sono appena giun­ti sul mercato regalando a piene mani accessori. Succede in casa Fiat , per esempio, con la 500L Pop , che è stata lan­ciata a 17.450 euro nella versione Opening Edition: a con­ti fatti, vernice bicolore, cerchi in lega, impianto Hi Fi tou­chscreen, vetri elettrici posteriori e sensori di parcheggio sono completamente gratis ( 2 mila euro circa di vantag­gio ).

Ford B-Max

FORD B-MAX . Grazie agli allestimenti, un bonus di 3 mila euro

Anche Bmw per la Serie 1 nuova ha inventato una 114i tre porte Dynamic Limited Edition a 22.900 euro, che taglia il prezzo rispetto al vecchio modello venduto fino al­l’anno scorso di circa 2.500 euro grazie ad alcuni accessori extra. Lo stesso concetto vale per la rivoluzionaria mono­volume compatta di Ford , la B-Max , offerta a 14.250 euro con un bonus (sommando sconto, clima manuale, sistema di info intrattenimento Sync, chiamata di emergenza) di circa 3 mila euro . E i tempi in cui gli optional si pagavano a caro prezzo al momento di comprare la macchina e vale­vano praticamente zero quando la si rivendeva sembrano, per fortuna, lontani anni luce.

Mercedes Classe B Cdi

MERCEDES CLASSE B . La Cdi da 109 cv si trova a 27.200 euro

Ma torniamo ai listini improvvisamente afflitti da anores­sia. Neanche i costruttori tedeschi sono esenti dalla malat­tia che fa tanto bene ai consumatori e merita una segnala­zione l’andamento dei prezzi della Mercedes Classe B Cdi con motore da 109 cavalli, che oggi viene via in cambio di circa 27.200 euro ma che ieri era venduta all’equivalen­te di 30.300.

Volkswagen Golf

VOLKSWAGEN GOLF . I servizi a bordo crescono di pari passo col risparmio

Per indurci in tentazione vengono lanciate sul mercato versioni base particolarmente ben equipaggiate. In questo campo un caso eclatante è quello che riguarda la Volkswagen Golf , giunta alla settima generazione. Una soluzio­ne di mobilità destinata, come sempre, al successo con ol­tre 100 mila ordini raccolti in quattro mesi, che viene lan­ciata nella versione base in allestimento Trendline (preve­de, tra le altre cose, sistema di frenata anti-collisione, in­dicatore controllo pressione pneumatici, airbag laterali e per le ginocchia e radio touch con schermo cinque pol­lici e quattro altoparlanti) a 17.800 euro, lo stesso prezzo della versione precedente. A metà del 2007 la Golf base, molto meno accessoriata e sicura di quella attuale, costava 16.150 euro che secondo l’Istat equivalgono oggi a 18.354 euro. Mica male un valore aggiunto in qualità e sostanza di circa 2.500 tra potere d’acquisto e arricchimento di ser­vizi a bordo.
Se, poi, ci si fa prendere la mano dall’euforia da rispar­mio e si vuole proprio strafare si può partire alla ricer­ca di una “ km zero ”, cioè di una di quelle vetture nuo­ve di zecca che le concessionarie compra­no dalle case e immatricolano per raggiungere un certo budget di vendite. Formalmente chi acquista una km zero è il secondo proprietario e, ovvia­mente, vanno prese così come sono, colore compreso. In compenso gli sconti sono davvero notevoli e oscilla­no, in media, tra il 20 e il 30%.

Jaguar Xj

JAGUAR XJ. Il taglio del listino vale circa 25 mila euro

Da prendere al volo sono soprattutto le offerte di certe concessionarie che hanno auto in stand by: vengono vendute con i vantaggi delle chilometri zero, ma sono ancora da immatricolare, così sul libretto apparirà solo il nome dell’acquirente. Con questa formula si possono trovare ammiraglie blasonate come la Jaguar Xj , raffinata fuori, tecnologica dentro: la 3.0 D Premium Luxury da 87 mila euro si parcheggia in garage staccando un assegno di 62 mila euro, con un ta­glio del listino di 25 mila euro, o come la Porsche Pana­mera 3.0 diesel , da un listino di 110.967 a un prezzo di mercato di 91.700, che vale un secco 20% di bonus.

Porsche Pana­mera

PORSCHE PANAMERA . Realizzare un sogno costa il 20% in meno

Una vera sbornia di risparmi, insomma, che ha come bicchie­re della staffa gli ecoincentivi destinati a chi acquista un’auto elettrica, a metano o Gpl. Il massimo contribu­to statale è del 20% del prezzo fino a un tetto di 5 mila euro, ed è riservato ai modelli che producono emissioni di CO2 non superiori ai 50 g/km. Il limite si riduce a 2 mila euro per le vetture che emettono fino a 120 g/km. Non resta che iniziare il tour tra le concessionarie. Sta­volta il manico del coltello è saldamente nelle mani dei consumatori: perché non approfittarne, magari per por­tarsi a casa un modello ultraecologico con cui fare mara­meo alle tante aree C e Ztl e a tutte le altre limitazioni al traffico studiate dalle città italiane?

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