Abaco motociclistico

Due e diciannove: ecco riassunte le tre moto di cui parleremo

Due: come i cilindri dei loro motori. E diciannove: come i pollici dei loro cerchi anteriori. Basterebbe davvero questo per definire la nuova Bmw 650 Gs, la storica Honda Transalp e la Suzuki V-Strom. Spinte da motori bicilindrici che puntano a offrire più coppia e tiro ai medi che cv puri, montano ruote da 19” per poter affrontare anche tratti di sterrato. Queste tre medie si pongono sul mercato come moto tutto-fare, senza però cadere nella trappola del “chi troppo vuole nulla stringe”. Bmw è perfetta per chi vuole cominciare. È una moto facilissima da guidare. La posizione del pilota è votata alla maneggevolezza e alla sicurezza in ogni frangente: sella bassa (820 mm), manubrio alto e largo e pedane che lasciano le gambe ben distese. Le manovre nel traffico cittadino sono un gioco da ragazzi. Frizione morbida, motore pronto ed elastico e sospensioni morbide completano il quadro. Peccato che quando si inizia a spingere tutto quello che era pregio in città si trasforma in difetto. Più che positivo, invece, il giudizio sul motore, che si è dimostrato all’altezza in ogni frangente. La Honda Transalp ha fatto la storia di questo segmento, solo che sembra essersene dimenticata. Non siamo drastici, la nuova Transalp funziona bene, è facile, intuitiva, ha consumi ridotti: è una Honda. Solo che manca un po’ di grinta e personalità. Tra le tre è certamente la più bella e la meglio rifinita: è l’unica a mantenere i cerchi a raggi che fanno respirare aria di libertà e fuoristrada. Peccato però che gli scarichi bassi, il peso e elevato e l’impossibilità di disattivare l’Abs rendano le uscite tra sassi e polvere faticose per il pilota. La V-Strom è l’unica a montare il telaio in alluminio, ma costa comunque meno delle due concorrenti. In città si divincola con qualche difficoltà in più per via delle quote ciclistiche più votate alla stabilità che alla maneggevolezza. La frizione è forse la più dura da azionare e il motore scalda abbastanza, ma tutto sommato il tragitto casa-ufficio scorre via senza patemi. Nel fine settimana la V-Strom però sa regalare emozioni sconosciute alle concorrenti. Quando iniziano le curve la V-Strom asseconda il pilota in ogni sua volontà. Volete trotterellare? La V-Strom 650 andrà adagio, senza bisogno di usare il cambio grazie a una rapportatura perfetta. Siete di fretta? Ecco che questa media tirerà fuori gli artigli e mostrerà una ciclistica equilibrata, un buono spunto del motore e un’ottima frenata.

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