Il lusso è nei dettagli

Roberto Serafini, direttore generale di L’Oréal Luxe

Roberto Serafini, milanese,classe 1964. Laureato alla Bocconi in Economia e commercio, è in L’Oréal da quasi vent’anni. In seguito agli esordi in Cirio e in Heineken, entra nel Gruppo francese nel 1993 nella divisione Cosmétique Active e cresce ricoprendo le cariche di direttore marketing e direttore commerciale. In seguito a un’esperienza in Francia,torna in Italia nel 2005 in qualità di direttore della unit da cui era partito. Nel 2010 è nominato d.g. della divisione Luxe

Entusiasmo e generosità. Sono queste le doti migliori del capitano d’impresa per Roberto Serafini, direttore generale di L’Oréal Luxe. La chiave del successo anche in tempi di crisi? L’attenzione al particolare. E la perseveranza nel credere nei sogni

Roberto Serafini ha il mito del micro-management, ovvero l’attenzione e la cura maniacale dei dettagli in ogni aspetto del proprio lavoro, soprattutto per quel che riguarda il contatto con i clienti. Del resto, Serafini lavora da 19 anni in una multinazionale che proprio grazie al personal care è diventata il brand per antonomasia della cosmetica. Dopo essersi specializzato nel canale farmaceutico, il manager milanese guida da due anni la divisione lusso, che comprende marchi del calibro di Yves Saint Laurent, Giorgio Armani, Lancôme e l’americano Kiehl’s. La crisi morde, ma non abbastanza da fiac-are il settore. E tanto meno lo spirito di Serafini, che oltre a credere nel valore intrinseco del prodotto, lavora per convincere i propri collaboratori che in ogni mercato, ancor più del prodotto, la differenza la fanno soprattutto gli uomini (e le donne) sul campo.

Dopo tre anni di crisi e uno di recessione per il nostro Paese, due dei quali da lei trascorsi peraltro al vertice della divisione Luxe di L’Oréal, quali crede siano gli ingredienti fondamentali del fare management oggi?

Un grande manager è prima di tutto un grande leader. Un capo carismatico, forte, riconosciuto, è un capo capace di trascinare tutti, lanciare sfide, indurre gli altri a credere in un progetto e realizzarlo. Anche il carattere penso che giochi un peso non trascurabile. Ma non basta. In L’Oréal, per esempio, è molto premiata la resilienza. Io credo molto nella generosità. In un mondo sempre più complesso ci vuole molta energia e molto coraggio per vincere, ma tutto questo non è sufficiente. Senza uno spirito aperto, altruista, un manager è solo. Per vincere le sfide anche il più bravo da solo non può riuscire. In merito alle competenze, invece, marketing e commerciale oggi sempre di più si fondono, e sono un must per tutti quelli che vogliono raggiungere posizioni di vertice...

La lettura dell'articolo continua per gli utenti abbonati.

Se sei già abbonato a businesspeople.it clicca qui per effettuare il login.

Se non sei ancora abbonato a businesspeople.it clicca qui per scegliere la tipologia di abbonamento.

Commenti

Se siete iscritti alla community di Business People effettuate il login per pubblicare un commento.
Se non siete iscritti, registratevi alla community di Business People.