Laura Gervasoni (Patek Philippe): La fiducia richiede tempo

UNA MANAGER AL VERTICE. In azienda dal 1999, quando in Italia Patek Philippe aveva solo un centro assistenza e l’ufficio stampa, Laura Gervasoni è divenuta direttore generale della filiale tricolore nel 2006

E mai tempo fu tanto prezioso quanto quello scandito dagli orologi del prestigioso marchio ginevrino, che li realizza da 178 anni. Il racconto del rapporto che sono stati in grado di creare con gli appassionati di ogni continente nelle parole del direttore generale della divisione italiana

Era il lontano 1° maggio del 1839, quando Antoine Norbert de Patek e Adrien Philippe davano vita e forma in quel di Ginevra a un marchio – Patek Philippe – che avrebbe fatto la storia (e che storia!) dell’alta orologeria svizzera. Rimanendo nel solco della tradizione senza mai tradire l’ispirazione innovativa di fondo che ha contraddistinto fin dalle origini questa antica manifattura, la maison ha avuto in 178 anni la fortuna – e il privilegio – di mantenere intatta la propria indipendenza. Anche dopo il 1932 quando passò nelle “amorevoli” mani della famiglia Stern, continuando a rappresentare un punto di riferimento per l’immaginario di conoscitori e collezionisti di tutto il mondo. Come dire: sfoggiare un PP non presuppone solo il fatto di godere di un livello di benessere fuori dal comune, ma soprattutto di saper apprezzare la maestria racchiusa in segnatempo tanto belli quanto sofisticati. Non a caso PP fa parte a pieno titolo di quella ristrettissima aristocrazia del tempo che regna nei cantoni svizzeri, essendo riuscita a trasformare il savoir-faire in un’arte vera e propria. Con un antefatto così, che tipo di manager pensate rappresenti la maison in Italia? Ebbene, lasciate stare, sicuramente sbagliereste… Prima di tutto è una donna (l’unica a capo di una filiale di PP a livello globale), un’italiana, solare e assai poco teutonica, direttore generale dal 2006 ma da 17 anni in azienda. Il suo nome è Laura Gervasoni, una milanese di razza, che sembra aver fatto della discrezione – quella autentica, e non di maniera – la cifra stilistica della sua leadership.

Le devo chiedere innanzitutto di svelarci un “segreto” che tutte le donne in carriera le invidiano, come si diventa da segretaria di un’azienda petrolifera e poi dipendente di una concessionaria di pubblicità, direttore generale di un marchio super esclusivo come Patek Philippe?
A dire la verità non ho “segreti” (ride) da condividere, anche perché personalmente non sono mai stata mossa dall’ambizione di “farmi una carriera”… Le dirò di più, io pensavo piuttosto a ritagliarmi un impiego tranquillo.

E invece…

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