Facebook: il meglio deve ancora venire

Laureato in Ingegneria al Politecnico di Milano, e con un passato in Microsoft, il 46enne Luca Colombo è Country Manager di Facebook dall’ottobre 2010

L’evoluzione dei social network è ancora all’1% delle proprie possibilità: un’occasione che le aziende italiane non possono lasciarsi scappare nel cammino verso la digitalizzazione, sfatando il mito che vede il business estraneo alle piattaforme di divertimento. Come? Lo spiega Luca Colombo, Country Manager di Facebook Italia

Forse lo sapete, o forse no, ma vale sempre la pena confessarselo: il nostro Paese è – come dire? – semianalfabeta in fatto di cultura digitale. E ciò vale per gli individui come per le aziende. Il 28% degli italiani non ha mai usato internet, rispetto alla media europea del 16%. Siamo al 24esimo posto su 28 in termini di competenze digitali. Solo il 6,5% delle pmi tricolori vende online contro la media del 16% nella Ue, tant’è che in media l’8,2% del loro fatturato è prodotto dall’ecommerce contro il 9,4% europeo, mentre le nostre grandi imprese arrivano all’11% contro quelle europee al 24%. E si potrebbe continuare a oltranza con cifre e percentuali che danno il segno di come e di quanto il gap da colmare negli ambiti di applicazione e di opportunità offerti dall’economia digitale sia ancora ampio. Molto ampio, probabilmente troppo. Oppure no, almeno a giudicare dall’atto di fiducia espresso anche in Italia da Facebook, la quale – forte dei suoi 28 milioni di iscritti su 30 milioni di utenti internet complessivi – da qualche tempo si sta facendo carico di organizzare momenti di riflessione per far intravedere alle imprese e alle istituzioni le grandi opportunità offerte dalla svolta digitale, non tanto e non solo per offrire occasioni di condivisione e comunicazione ai singoli, ma anche – e soprattutto – per sostenere l’evoluzione strutturale delle aziende e con esse lo sviluppo economico del Paese. Progetto ambizioso? Forse, ma di questa necessità è convintissimo il suo Country Manager, Luca Colombo, una laurea in Ingegneria al Politecnico di Milano e un passato in Microsoft, il quale – facendo appello al fatto che ormai milioni di persone usano Facebook (così come altri social network, vedi il “cugino di gruppo” Instagram, ormai a quota 9 milioni di utenti attivi al mese) – lascia intravedere come la piattaforma social costituisca il driver di una nuova economia globale in grado di abilitare e facilitare la crescita, in particolare per start up e aziende innovative. E non solo. In che modo? Lo spiega in questa intervista.

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