Mario Moretti Polegato: “Siamo tutti creativi”

Mario Moretti Polegato © Valerio Pardi

Classe 1952, Mario Moretti Polegato ha fondato Geox (di cui è presidente) nel 1995 e l’ha quotata in Borsa nel 2004. Nel 2009 ha acquisito Diadora, di cui Il figlio Enrico è presidente e a.d. (foto di Valerio Pardi)

L’innovazione, la spinta all’originalità, è più forte e più ampia di quanto si creda. Basta avere gli occhi per vederla e la lungimiranza di tutelarla. Ne è convinto il patron di Geox, fin da quando – in pieno deserto del Nevada – ebbe la felice intuizione di fare “respirare” le sue scarpe

«Possiamo solo immaginare quanti Wozniak (primo finanziatore di Apple, ndr ), Michelangelo e King (Martin Luther, ndr ) non hanno mai perseguito, pubblicizzato o promosso le loro idee originali perché non sono stati trascinati o catapultati sotto i riflettori. Forse non tutti aspiriamo a fondare un’azienda, creare un capolavoro, trasformare il pensiero occidentale o guidare un movimento per i diritti civili, ma spesso abbiamo idee per migliorare il nostro posto di lavoro, le nostre scuole e le comunità in cui viviamo. Purtroppo spesso esitiamo ad agire per promuovere le nostre idee». Firmato Adam Grant. Questo pensiero, riportato dall’illustre consulente di aziende del calibro di Google, J&J, Goldman Sachs, Disney Pixar, Onu (solo per citarne alcune) nonché pensatore apprezzato da J.J. Abrams, Richard Branson, Arianna Huffington, Sheryl Sanderg (Facebook) e Peter Thiel (PayPal), nel suo recente libro Essere originali , la dice lunga su quanto l’innovazione, la spinta originalmente creativa, sia più forte e più ampia di quanto si creda . E, quel che più conta, la dice lunga sul fatto che bisogna darsi gli occhi per vederla, soprattutto individuando in noi uno sguardo nuovo sulla realtà, con l’intento di migliorarla.

È appunto quanto è successo al patron di Geox , Mario Moretti Polegato , quando – durante una vacanza nel deserto del Nevada in pieni anni ’90 – ha avuto problemi con le scarpe che gli soffocavano i piedi. La soluzione arrivò da un coltellino svizzero, col quale praticò dei fori nelle suole. Di lì a poco l’idea di brevettare una particolare membrana – ispirata alle tute degli astronauti dell’Apollo 11 – che lascia fuoriuscire le piccole molecole di sudore, ma non fa entrare quelle dell’acqua, più grandi. Da questa felice intuizione hanno preso le mosse le fortune del brand Geox, sinonimo di “la scarpa che respira” in 115 Paesi sparsi in tutto il mondo, con un fatturato annuo pari a 900 mln di euro. Una case history studiata a livello internazionale e che è valsa a mister Geox un folto numero di lauree honoris causa che affolla un’intera parete del suo ufficio in quel di Biadene di Montebelluna (Treviso), e un posto di diritto nel salotto buono della finanza internazionale. Per dire, Polegato è un abituée in contesti come Davos e al World Economic Forum, ed è stato ospite dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, al Mit di Boston, all’Università di Cambridge, alla Columbia University, all’Università di Pechino, di Hong Kong e di Mosca, oltre ad aver collaborato per un decennio con la Bocconi di Milano. E adesso, pare che – insieme al figlio Enrico – si sia anche messo in testa di trasformare Diadora, brand acquisito nel 2009, in un agguerrito competitor di Adidas e Nike…

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