Giocare è da grandi

Maschi adulti, di ceto medio alto. Ma anche donne, manager e professionisti. Il variegato identikit degli appassionati italiani svela che il mondo dei videogame è molto diverso da come viene dipinto nell’immaginario comune. A raccontare il lato nascosto di un’industria creativa, innovativa ed estremamente vitale è Maurizio Finocchiaro, Country Manager di Electronic Arts

Della vita militare non mi piacevano gli schemi, ma amavo le relazioni interpersonali: mi dicono che ho la capacità di riconoscere le persone “di pancia”. Quell’esperienza mi è servita dopo, perché è stato lì che ho imparato ad approcciare le questioni con disciplina e passione». Sembra paradossale che Maurizio Finocchiaro, l’uomo a capo di quella Electronics Arts che con i suoi software fa videogiocare gli italiani, sia figlio di un ufficiale di Marina catanese e abbia passato lui stesso gli anni della sua formazione tra i rigori assai poco “ludici” di un’Accademia navale. Per questo è pronto ad ammettere che nella vita di un’azienda è certamente importante il prodotto, ma lo è anche il conto economico e la messa a punto delle strategie, mentre il divertimento preferisce riservarlo ai fedelissimi dei titoli EA, dallo storico FIFA al recentissimo Battlefield 1. Il messaggio che sembra trapelare è che ormai quella dei videogame non sia più solo un’industria dell’intrattenimento in positiva espansione, ma che abbia anche una valenza culturale, per gli input creativi, tecnologici ed esperienziali che è capace di sollecitare e di generare sul fronte sportivo e della comunicazione così come della socializzazione. Perché, come ha spiegato il manager nella sua chiacchierata con Business People, altro che “giochini”, i videogame sono ormai terreno di conquista di un’ampia platea di giovani adulti, prevalentemente uomini, ma con una crescente componente femminile, a cui piace confrontarsi mettendo alla prova le proprie capacità prima con se stessi e poi – grazie alla costante evoluzione delle versioni online – con il mondo intero.

Mi spiega come si fa a partire dall’Accademia navale per approdare ai videogame?
Lo so, sembra un percorso strano, ma ha una sua logica. Perché...

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