Votate Armani
13/06/2009 16:38
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Giorgio Armani nasce a Piacenza nel 1934 e inizia a lavorare nel mondo della moda come vetrinistra presso il grande magazzino La Rinascente
Da assistente per le vetrine presso la Rinascente a celebrity al pari dei divi che veste. Tanto che, in una cena in suo onore durante la campagna elettorale Kerry-Bush, ha sdrammatizzato chiedendo di votare per lui, Giorgio Armani
Sono state una vetrina e due vecchie Volkswagen a fare la fortuna di Giorgio Armani. Oltre naturalmente a una serie di innumerevole di altri elementi che (non necessariamente nell’ordine) sono: tenacia e determinazione assolute, una continua e quasi maniacale ricerca della perfezione, predisposizioni artistiche evidenti, doti di business, naso finanziario, bravura nel gestire i collaboratori con pugno di ferro, e avanti così collezionando pregi, qualità, atout. Se non avesse tutto questo, e in dosi assolutamente superiori alla media dei comuni mortali, non sarebbe entrato nella ristretta cerchia di quelli che decidono il gusto e lo stile del mondo da quasi trent’anni. Rintracciare i suoi inizi, la sua storia di fondatore di un impero che - secondo le stime - vale attorno ai 3,5 miliardi e il cui pezzo forte è rappresentato ovviamente dalla moda, che fattura quasi 2 miliardi di euro, è un’impresa difficile. Perché gli archivi dei giornali sono pieni di articoli che lo riguardano, biografie, interviste, dichiarazioni in eventi di ogni tipo, ma che hanno una caratteristica che le accomuna: sono quasi tutte identiche l’una all’altra. Giorgio l’accentratore ha curato personalmente, giorno dopo giorno, i rapporti con i media con metodo, grinta e professionalità; poi budget pubblicitari miliardari spesi per anni su quotidiani e riviste hanno fatto il resto. Il risultato è che (con qualche rara eccezione di testate americane) la vita e le opere di Armani sono raccontate con uno stile che è a metà strada fra l’agiografia e la biografia dei membri del politburo dei tempi dell’Unione Sovietica.
Milanese di adozione
Armani è nato a Piacenza nel 1934, figlio di un impiegato e di una casalinga. Piccola borghesia, non molti mezzi ma neppure gravi disagi. La madre, durante la guerra, cuce gli abiti per la famiglia ricavandoli dalle divise militari. Tempi duri per casa Armani, come per tutti. A sedici anni il trasferimento a Milano: uno stabile di Porta Ticinese. Servizio militare, iscrizione all’Università di medicina e due anni di frequenza, neppure molto assidua. Poi una giornalista amica di famiglia gli procura un posto a...
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