L'italiano che ha scovato la pietra filosofale dei nuovi materiali

Liberato Manna

Liberato Manna dell'Istituto italiano di tecnologia

Si chiama Liberato Manna e lavora all'Istituto italiano di tecnologia: ieri a Stoccolma ha ricevuto il riconoscimento per le sue ricerche

Un italiano ha scovato la pietra filosofale dei nuovi materiali . Si chiama Liberato Manna,  46 anni, e si è aggiudicato il premio europeo per i nuovi materiali. Con alle spalle otto anni di impegno all'Istituto italiano di tecnologia , Manna si è aggiudicato l’Eam Award, assegnatogli ieri a Stoccolma dal dall’International Association of Advanced Materials (Iamm) in qualità di ricercatore europeo più influente nel campo  dei nuovi materiali. Nato nel 1971 in Venezuela , da genitori italiani immigrati, Manna si è laureato in Italia nel 1996 in Chimica presso l’Università di Bari e ha lavorato a Berkeley  prima di rientrare in Italia a Lecce .

LIBERATO MANNA E LA PIETRA FILOSOFALE DEI NUOVI MATERIALI

Direttore di Nanochimica all’Iit  dal 2009, il ricercatore ha pubblicato oltre 300 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali citate più di 20 mila volte, con particolare attenzione al fotovoltaico di terza generazione  basato su perovskiti e lo sviluppo di materiali innovativi  dedicati ad un’ampia gamma di dispositivi elettronici e ottici. Il suo ultimo impegno riguarda la realizzazione di nanocristalli inorganici.  Nel 2011 Manna era già stato stato nominato tra i primi 100 chimici al mondo e aveva conquistato due premi dell’European Research Council (ERC): il primo nel 2009 - con un finanziamento da 1,3 milioni di euro - per la realizzazione di nanomateriali con proprietà avanzate  e il secondo (2,4 milioni di eur)o nel 2014 per studiare il comportamento chimico-fisico dei nanocristalli colloidali

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