Vichi (Mivar): "Se viene a produrre qui, regalo l'azienda a Samsung"

Carlo Vichi nello stabilimento Mivar ad Abbiategrasso

Lo storico imprenditore delle televisioni pensa a un'iniziativa sorprendente per riportare l'occupazione nel suo stabilimento ormai abbandonato. A costo di fare un favore a chi lo ha distrutto

"Regalo lo stabilimento a Samsung se viene a produrre qui". Sembra incredibile una proposta del genere a una multinazionale come il colosso sudcoreano, ma Carlo Vichi non ha mai spesso di pensare alle sorti della sua azienda, la Mivar. Anche se proprio Samsung e gli altri giganti degli schermi piatti decretarono il fallimento della sua Mivar, che cessò l'attività nel 2013 dopo aver toccato quota 800 dipendenti.

La storica azienda provò anche a riconvertirsi investendo in un mega-stabilimento ad Abbiategrasso, ma non fece in tempo. Così in quei capannoni abbandonati, il 94enne imprenditore Vichi, vorrebbe che si tornassero a produrre tv. Anche se della concorrenza. Il signor Mivar è pronto a regalare le linee all'azienda coreana che sta vivendo un momento difficile per lo scandalo corruzione che dilaga nel Paese.

«Signori Imprenditori asiatici, siete gli unici costruttori della componentistica elettronica», è la lettera di Carlo Vichi. «Venite a rendervi conto dei vantaggi che potreste avere assemblando in Italia 3 milioni all'anno dei vostri televisori, la Mivar vi concederebbe l'uso gratuito di un complesso industriale unico al mondo in provincia di Milano, come pure il supporto necessario a una vostra presenza in Italia. Il governo stesso darà il benvenuto a una Industria costruttrice di televisori. Signor Presidente della Samsung, mandi un suo incaricato a verificare personalmente come stanno le cose, non le costerà nulla».

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