World Happiness Report, l'Italia al 50esimo posto

© Eric Ward/Wikipedia

Presentato a Roma il rapporto 2016 in vista della Giornata mondiale della felicità Onu del 20 marzo: la Danimarca ritorna prima davanti alla Svizzera

L'Italia è il 50esimo Paese più felice al mondo. A dirlo è il Rapporto Mondiale della Felicità 2016, che classifica 156 Paesi in base al loro livello di felicità, presentato a Roma in vista della Giornata mondiale della Felicità delle Nazioni Unite del prossimo 20 marzo. Il Rapporto 2016 individua i primi 10 Pesi nelle stesse posizioni dello scorso anno anche se l’ordine in classifica è cambiato: la Danimarca riconquista il primo posto, seguita da Svizzera, Islanda e Norvegia . Seguono nella top 10 Finlandia, Canada, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Australia e Svezia . Gli Stati Uniti si classificano al13 esimo posto, due posizioni più in alto rispetto allo scorso anno.

Quest’anno, per la prima volta, il Rapporto sulla Felicità affida un ruolo speciale alla misurazione e le conseguenze della disuguaglianza nella distribuzione del benessere tra i Paesi. Nelle precedenti edizioni gli autori avevano sostenuto che la felicità fornisse un migliore indicatore del benessere umano rispetto a r eddito, povertà, educazione, salute e buon governo , misurati separatamente. Ora emerge che la disuguaglianza nella felicità fornisce una misura più ampia della disuguaglianza in senso stretto. Risulta che le persone sono più felici vivendo in società in cui c'è meno disuguaglianza di felicità . Si evidenzia anche che la disuguaglianza di felicità è aumentata in modo significativo (confrontando il periodo 2012-2015 rispetto al 2005-2011) nella maggior parte dei Paesi, in quasi tutte le regioni del mondo, e per la popolazione del mondo nel suo complesso.

DISUGUAGLIANZE IN CRESCITA. «La misurazione della felicità percepita e il raggiungimento del benessere dovrebbero essere attività all’ordine del giorno di ogni nazione che si propone di perseguire obiettivi di sviluppo sostenibile», ha affermato Jeffrey Sachs , direttore dell’Earth Institute presso la Columbia University. «Infatti gli obiettivi stessi comprendono l'idea che il benessere umano dovrebbe essere promosso attraverso un approccio olistico che combina obiettivi economici, sociali e ambientali. Al posto di adottare un approccio incentrato esclusivamente sulla crescita economica, dovremmo promuovere società prospere, giuste e sostenibili dal punto di vista ambientale».

Il Rapporto, prodotto dal Sustainable Development Solutions Network (Sdns), è stato curato da John F. Helliwell della University of British Columbia e il Canadian Institute for Advanced Research, Richard Layard, direttore del Well-Being Programme presso LSE’s Centre for Economic Performance; Jeffrey Sachs, direttore del Earth Institute e SDSN. «"Le classifiche mostrano sia la coerenza sia il cambiamento», ha affermato Helliwell. « La coerenza riflette principalmente che le valutazioni di vita si basano su circostanze della vita che di solito si evolvono lentamente , tutte ad alti livelli nei Paesi migliori. Le variazioni di anno in anno sono moderate dalla media dei dati provenienti da tre anni di indagini, al fine di fornire campioni di grandi dimensioni. Tuttavia, i cambiamenti duraturi nella qualità della vita hanno portato a grandi cambiamenti nei livelli di valutazione della vita e nelle classifiche , come dimostrano i moltiPpaesi con grandi guadagni o perdite nei periodi dal 2005-2007 al 2013-2015».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti

Se siete iscritti alla community di Business People effettuate il login per pubblicare un commento.
Se non siete iscritti, registratevi alla community di Business People.