Autismo e lavoro: menti da non sprecare

Le persone affette da questo disturbo dello sviluppo sembrano avere alcune caratteristiche essenziali per il mercato di oggi: precisione, concentrazione, memoria fotografica e abilità di calcolo. Le aziende se ne sono accorte e scommettono su di loro

Se n’è accorto persino l’Economist, che qualche tempo fa ha dedicato la copertina alle “beatiful minds”. Il riferimento a John Nash, interpretato al cinema da Russell Crowe, era chiaro, anche se il celebre matematico era vittima di schizofrenia. Il settimanale britannico, invece, voleva mettere in luce l’attenzione crescente delle aziende per le persone affette da autismo. Memoria eidetica, capacità di calcolo, concentrazione: sono le competenze indispensabili che fanno la forza di questi “diversamente abili”.

Con un’incidenza di circa l’1% sulla popolazione mondiale (500 mila casi in Italia), questa malattia presenta diversi volti. Problemi cognitivi o comunicativi, ma a volte anche solo difficoltà relazionali che nascondono un’intelligenza sopra la media (sindrome di Asperger). Che fa gola alle imprese.

Sap ne ha reclutati 650 per mansioni di programmazione e collaudo di software, perché gli autistici ad alto funzionamento sono in grado di individuare schemi o errori quasi invisibili. Microsoft ha avviato un programma pilota in collaborazione con Specialisterne, un’azienda danese che si occupa di trovare lavoro a persone autistiche nell’hi tech e opera anche in Italia (dove il tasso di impiego non arriva al 10%). Anche nella Penisola, qualcosa si muove: è partito il Piano Operativo StartAutismo, finanziato dalla Regione Abruzzo con il fondo sociale europeo, e la start up livornese Arnia, che affianca l’offerta di servizi informatici alla formazione di giovani autistici, ne ha già inseriti venti nel suo laboratorio.

Ma non c’è solo il mondo dei software. Perché anche gli autistici “meno funzionali” possono essere comunque una risorsa: sono fedeli – odiano cambiare routine – e amano le operazioni ripetitive come aggiornare database o tenere in ordine un magazzino. Magari non saranno dei colleghi molto socievoli, ma sono molto efficienti se possono lavorare in un ambiente tranquillo e con istruzioni chiare. Così, nel 2012, Eni ha assunto un ragazzo al termine di uno stage di sei mesi. E L’Oréal ne ha inseriti undici con tirocinio nello stabilimento di Settimo Torinese. Beatiful minds, beatiful abilities.

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