I manager bocciano la scuola: “serve più sinergia con le aziende”

Presentata un’indagine di Manageritalia, che da Milano dà il via a un progetto di collaborazione tra istituti e imprese per dare agli studenti competenze utili per il lavoro in azienda

I dirigenti italiani bocciano la scuola italiana, poco meritocratica e con docenti non all’altezza. È quanto emerge dall’indagine condotta da AstraRicerche per Manageritalia nel mese di settembre su un campione di circa 1.200 dirigenti del settore privato e presentata oggi a Milano, nel corso del convegno food4minds, un progetto volto a creare sinergia tra scuole e aziende partendo dalle competenze.
In particolare il 68,3% dei manager intervistati non credono che il sistema formativo italiano sia in grado di valorizzare e mettere in evidenza le qualità degli studenti migliori; inoltre il 40% è convinto che i giovani non vengano preparati in modo valido per affrontare il mondo del lavoro. Servirebbe, secondo i manager, una maggior qualità dei docenti (97,1%) e un maggior dialogo tra scuole/università e il mondo del lavoro per seguirne meglio le esigenze (97,7%).

IL PROGETTO PILOTA. Ed è questa la direzione del progetto appena presentato dall’associazione di rappresentanza dei manager italiani e che vede già ai nastri di partenza due istituti e aziende lombarde: in base al progetto le scuole stileranno i programmi anche in base all’analisi delle competenze fatta in azienda dai manager. “Un’iniziativa lodevole e in linea con i principi cardine della Buona Scuola”, ha affermato Gabriele Toccafondi, sottosegretario al ministero dell’Istruzione, presente all’incontro. “La riforma è infatti incentrata sull’alternanza e sul dialogo scuola e mondo produttivo. Noi stiamo investendo tanto in risorse umane e finanziarie, speriamo che questo ci segua”.

I GIOVANI VISTI DAI MANAGER
Dei giovani entrati in azienda negli ultimi anni i manager italiani, in base all'indagine Astraricerche, bocciano soprattutto le soft skills realizzative – tipo pro-attività, imprenditorialità, gestione del tempo e organizzazione e capacità di decidere – (81,7%, con un 28,2% molto deluso da quanto riscontrato), quelle relazionali e manageriali – tipo capacità di relazione, dialogo, confronto, lavoro di gruppo ecc. – (79,3%) e quelle cognitive – tipo analisi, sintesi e problem solving – (76,5%). A seguire giudicano sempre insufficienti le competenze linguistiche (75%, ben il 29,1% le trova molto inferiori alle attese), la cultura in generale (68,9%) e le competenze digitali estese.
Il consiglio è quello di svolgere piccoli lavori, anche non coerenti con il tipo di studio, durante la Scuola superiore/Università per capire il mondo del lavoro (74,3%), di studiare all’estero, anche solo con l’Erasmus, durante l’Università (71,6%). Quasi la metà (45,4%) suggerisce di non fermarsi alla laurea, ma scegliere un master/formazione post universitaria.

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