Festival di Cannes, trionfa Tree of Life

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I produttori di Tree of Life, Dede Gardner e Bill Pohlad

L’Odissea nello spazio e nella famiglia di Terrence Malick si aggiudica la Palma d’Oro. Ecco tutti i vincitori della 64esima edizione del Festival francese

O vince la Palma d’Oro o non vince niente. Era questa l’opinione condivisa dalla critica sul film di Terrence Malick, che tanto ha fatto parlare e discutere la stampa mondiale per la sua bellezza estetica, la sua ambizione, la straordinaria prova di Brad Pitt ma anche i suoi difetti e l’assenza del suo creatore, lontano dai flash e dalla Croisette persino nella serata del suo trionfo. Tree of Life vince la Palma d’Oro nella 64esima edizione del Festival di Cannes. Il premio è stato consegnato ai produttori Dede Gardner e Bill Pohlad: «È difficile prendere il posto di un gigante» ha detto quest’ultimo, confessando di aver parlato con Malick nel corso della giornata; «vi posso assicurare che è molto felice».

Nonostante le polemiche e il “massacro” mediatico di questi giorni, premiato anche Melancholia del «non gradito» Lars von Trier grazie a Kirsten Dunst, miglior attrice secondo la giuria presieduta da Robert De Niro (sconfitta dunque la favorita Tilda Swinton di We Need to Talk about Kevin). Sul versante maschile è stato Jean Dujardin, protagonista del brillante film muto The Artist, ad aggiudicarsi la Palma come miglior attore, “strappandola” a Michel Piccoli – il Papa di Nanni Moretti – e Sean Penn – rockstar in pensione (e depressione) nel film di Paolo Sorrentino –, dati per favoriti. Alla fine nessun riconoscimeno per i due film italiani in Concorso.

Tra gli altri vincitori Nicolas Winding Refn, miglior regia per Drive (a nostro parere meritatissima) e l’yiddish Footnote, premiato per la miglior sceneggiatura. E poi i riconoscimenti speciali: il premio della Giuria è stato assegnato a Polisse della regista e attrice Maiwenn, mentre due (anzi, tre) grandi autori come i fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne e Nuri Bilge Ceylan, aficionados della Croisette, sono stati insigniti ex aequo del Gran Prix, rispettivamente per Il ragazzo con la bicicletta e Once upon a time in Anatolia.

Un palmares che rende giustizia a un grande Festival (data l’elevata qualità delle opere in Concorso), dove rimane solo un po’ di dispiacere per Aki Kaurismaki (e per il suo gioiellino, Le Havre), che ingiustamente torna a casa a mani vuote.

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