Quando Elvis inventò il rock

Elvis Presley-1956- © LaPresse

Negli studi della Cbs, il 17 marzo 1956, Elvis Presley si esibisce allo Stage Show dei fratelli Dorsey, in preparazione al lancio del suo primo album omonimo © LaPresse

Sessant’anni fa il primo album di Presley arrivò sulla scena musicale per cambiarne per sempre i confini. Blues e country si fusero lungo il Mississippi dando vita al ritmo che avrebbe accompagnato le rivoluzioni giovanili del secolo scorso

Cè un anno che tutti gli appassionati di rock non possono non avere ben stampato in mente: il 1956. E una data in particolare, il 23 marzo. Quel giorno è entrato nei libri di storia della musica come un punto fermo che segna una svolta, una discontinuità, un prima e un dopo. È la fine di un vecchio modo di concepire la musica e l’inizio di una nuova era. Insomma, un punto di non ritorno. Perché in quella data accadde qualcosa destinato a cambiare per sempre le sorti della musica contemporanea: viene pubblicato il primo lavoro discografico di Elvis Presley, un album che ha per titolo proprio il nome del futuro re del rock‘n’roll e che lancia il nuovo genere musicale. Nel cuore del Mississippi, blues e country si incontrano, si mischiano e si contaminano in un connubio tra musica bianca e nera che, 60 anni dopo, continua a emozionare e a influenzare gli stili dopo aver contagiato intere generazioni di gruppi e cantanti.

SUCCESSO LOCALE
Quando si parla di Elvis e si cerca di incasellare il suo successo tra date e periodi, ecco che ne spunta fuori un’altra: il 5 luglio 1954. È in quel giorno, infatti, che il 19enne e sconosciuto Elvis Aron Presley, cresciuto tra Tupelo e Memphis, fresco di diploma alla L.C. Humes High School, negli studi di registrazione della storica Sun Studios di Memphis inventa una versione nuova e travolgente di That’s All Right, il brano blues di Arthur Crudup. Il giovane Elvis rivolta come un calzino quella canzone, insieme al chitarrista Scotty Moore e al bassista Bill Black, e davanti allo sguardo attonito del produttore Sam Phillips. Due settimane dopo, il 19 luglio, esce il primo singolo di Elvis: sarà l’inizio di una lunga carriera discografica, terminata nel febbraio 1978.

Ma anche per arrivare a quel 5 luglio 1954, preludio all’uscita ufficiale dell’album Elvis Presley avvenuta 21 mesi dopo occorre fare un ulteriore passo indietro. Questa volta di appena un anno. Già, perché la prima scintilla di questa straordinaria storia scatta quasi per caso nel cuore di un’America alle prese con la Guerra Fredda e agli albori della presidenza del repubblicano Dwight Eisenhower. Durante l’afosa estate del 1953, trascorsa a lavorare al Parcker Machinist Shop per tirare su qualche soldo, Elvis decide di mettere piede alla Memphis Recording Service, sede dell’etichetta Sun. Il motivo? Mamma Gladys compie gli anni e il suo figliolo le vuole fare un regalo. Così sborsa quattro dollari e incide due canzoni: My Happiness e That’s Women Your Heartaches Begin. Mai investimento fu più azzeccato. Sei mesi dopo il bis: nel gennaio 1954 Elvis si ripresenta alla Sun e incide un’altra demo, Without You, mentre il proprietario Sam Phillips inizia a tenerlo d’occhio. Quel singolo non lo soddisfa più di tanto, ma Phillips intuisce le potenzialità del ragazzo e gli affianca due musicisti del posto, Scooty Moore alla chitarra e Bill Black al basso. Nessuno lo sapeva, ma quella era la prima rock band di tutto il pianeta, alla quale nella primavera del 1955 si sarebbe aggiunto il batterista Dominic Jones Fontana. Nasceva così, quasi per caso, un gruppo destinato a inaugurare un nuovo genere musicale.1935

Anno dopo anno 

1935
L’8 gennaio Elvis Presley nasce a Tupelo, nel Mississippi, da Gladys Love Smith e Vernon Elvis Presley. Il fratello gemello Jessie Garon nasce morto solo poche ore prima.

1953
Elvis si diploma alla Humes High School di Memphis e, in estate, incide le sue prime due canzoni alla Memphis Recording Service per fare un regalo di compleanno a mamma Gladys.

1955
Il 20 novembre il suo manager Tom “Colonnello” Parker gli fa firmare il primo contratto con la Rca Records.

1956
Il 23 marzo esce il primo album intitolato Elvis Presley.

Elvis Presley © Getty Images

1957
All’inizio dell’anno Elvis acquista Graceland, la sua sontuosa dimora a Memphis. La sua hit di quell’estate è (Let me be your) Teddy Bear.

1960
Esce il suo secondo singolo più venduto: It’s now or never, canzone amatissima dal pubblico italiano perché riprende la melodia di O Sole mio.

1967
Dopo quasi dieci anni di fidanzamento, Elvis sposa Priscilla Presley.

Elvis-Presley-Priscilla-wedding-© Getty Images

1968
L'1 febbraio nasce Lisa Marie, l'unica figlia di Elvis.

Lisa Marie Presley © Getty Images

 

1973
Dopo l’avvio di una nuova stagione di concerti, Elvis e Priscilla si separano. Per il cantante inizia un periodo di depressione e di problemi di salute.

1977
Il 16 agosto Elvis muore nella sua casa di Memphis, Graceland.

Passano i mesi, si macinano registrazioni non sempre di successo, fino a quando non si arriva al fatidico 5 luglio 1954: That’s all Right, insieme a Blue Moon of Kentucky, è il primo di cinque singoli che Elvis e compagni realizzano con l’etichetta Sun Records di Memphis. Arrivano lo show radiofonico Lousiana Hayride, il contratto per 52 esibizioni al sabato sera, la popolarità che cresce nel Sud degli Stati Uniti... il fenomeno Elvis monta a vista d’occhio, anche se è ancora circoscritto a un livello piuttosto locale e ancora nella galassia dell’intrattenimento, lontano dalle case discografiche.
Tra il ‘54 e il ‘55 Elvis conosce il suo futuro manager Andreas Cornelis, detto il “Colonnello Tom Parker”, avvia la collaborazione con il manager Bob Neal, mette piede nei primi show televisivi (su tutti, l’Arthur Godfrey’s Talent Scouts), firma il primo contratto con la Hank Snow Attraction, dove la metà delle quote è posseduta dallo stesso Colonnello Parker che diventerà il suo manager in esclusiva. E che il 20 novembre 1955 strapperà alla Rca Records il mega contratto da 40 mila dollari. Mai una cifra del genere era stata sborsata per un singolo artista. Siamo alla svolta, sia per la Rca che per la carriera di Elvis.

UN DISCO CAMBIA IL MONDO
I cinque singoli già incisi con l’etichetta Sun, registrati negli studi di Memphis ma mai pubblicati, vengono riprodotti per la Rca. A questi si aggiungono i nuovi brani registrati negli studi di Nashville come la famosissima Heartbreak Hotel, che da sola vende 300 mila copie nelle prime tre settimane e resta in vetta alla Billboard’s Pop Singles Chart per ben due mesi. Sarà il primo singolo di Elvis a toccare la quota del milione di copie vendute, tanto da valergli il disco d’oro. In realtà, in un primo momento questa canzone non aveva soddisfatto i produttori, tanto da non venire nemmeno inserita nella raccolta ormai prossima alla pubblicazione.
A questo punto, il momento del grande salto ormai è arrivato: quel ragazzotto di Tupelo all’età di 21 anni e mezzo e con un’elevata popolarità locale, è sufficientemente maturo per l’uscita del suo album d’esordio. È il 23 marzo 1956 quando la Rca Records pubblica negli Stati Uniti il 33 giri il cui nome è tutto un programma: Elvis Presley. Come se agli albori della carriera di Elvis, qualcuno avesse già capito che fosse proprio lui, la sua persona, a incarnare la nuova icona del rock. Bastava mettere il nome e il cognome e si era già detto tutto. In Italia l’uscita del disco viene anticipata di qualche giorno, al 13 marzo, mentre in Gran Bretagna l’album cambia nome in Rock’n’Roll.
Dodici canzoni, alcune già note e altre no, sette realizzate tra le sessioni di Nashville e quelle di New York e le altre cinque già incise con la Sun; il tutto per meno di mezz’ora di musica. Sono i 28 minuti e 3 secondi di registrato che cambiano la storia del rock con pezzi come le cover Blue Suede Shoes di Carl Perkins, Tutti Frutti di Little Richard e I Got a Woman. Insieme a Elvis (voce, chitarra acustica e piano), ci sono gli inseparabili Scotty Moore alla chitarra elettrica e Bill Back al basso, poi D.J. Fontana alla batteria, Chet Atkins alla chitarra acustica, Floyd Cramer e Shorty Long al piano, Gordon Stocker, Ben Speer e Brock Speer ai cori, con la partecipazione di Johnny Bernero alla batteria in Tryin’to Get to You.
Nessuna canzone arriva ai tre minuti di durata: si va dai meno di due minuti di I’m Gonna Sit Right Down and Cry (Over You) ai 2.42 di I Love You Because e ai 2.40 di Blue Moon. A Elvis bastano poche decine di secondi per emozionare il pubblico, i suoi brani sono one-shot, immediati e con una carica travolgente che non ha bisogno di tante introduzioni. In pista le gambe dei giovani degli anni '50 si scatenano in automatico al solo sentire quel ritmo, quasi in un movimento di liberazione e di scarica di energie tenute sopite per troppo tempo. Il successo di Elvis è subito travolgente: l’album rimane al numero 1 della Billboard Top Pop Albums per dieci settimane e resta nella classifica americana per quasi un anno, ricevendo il disco d’oro nel 1966 e il disco di platino nel 2011. In Gran Bretagna raggiunge il primo posto della Uk Chart. In un solo mese dalla sua pubblicazione ne brucia ben 360 mila fruttando circa un milione di dollari. Cifre da record che nessuno prima di allora si era mai azzardato a raggiungere.
Tutto di quel primo album diventa leggenda. Compresa la copertina. La foto che ritrae un Elvis intento a cantare a squarciagola mentre suona la chitarra, viene attribuita in un primo momento al fotografo Popsie Randolph, autore di altre immagini contenute nel disco. Sarà però molti anni dopo lo scrittore Joseph A. Tunzi a svelare che, in realtà, l’autore di quello storico scatto fu V. “Red” Robertson. Passano 23 anni e nel 1979 i Clash si ispireranno a quella celebre copertina per il loro album London Calling, riprendendo le scritte in rosa e verde.

MESI DA INCORNICIARE
Quel 1956 aveva ormai stravolto per sempre la vita del ragazzo bianco che cantava come un nero. E con lui l’intera storia della musica moderna. Elvis mette a segno ben undici apparizioni televisive, recita nel suo primo film, Love Me Tender, dal quale nascerà poi un fortunatissimo brano. La sua popolarità cresce anche grazie allo scandalo che è capace di destare la sua estroversa personalità, così bizzarra e fuori dai canoni del tempo: come quando a giugno si esibisce al Milton Berle Show proponendo una versione molto sensuale di Hound dog, sollevando un polverone di polemiche dato che si trattava di uno spettacolo pensato per famiglie.
È nel ‘56 che iniziano le collaborazioni con la Paramount Pictures prima e la 20th Century Fox poi, con la quale realizzerà il film Love Me Tender. Ed è sempre in quell’anno che arriva la prima apparizione all’Ed Sullivan Show, il programma televisivo più seguito negli States. A settembre la sua città di Tupelo gli dedica l’Elvis Presley Day, dove vanno a ruba gadget e abiti con la sua immagine. Il fenomeno Presley si è affermato, la sua popolarità è ormai sdoganata. A dicembre The Wall Street Journal rende noto che il mercato di Elvis ha già fatto guadagnare 22 milioni di dollari di vendite. Elvis è un’icona, un simbolo, una star. È il Re del rock e non ha ancora compiuto 22 anni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Comments

Se siete iscritti alla community di Business People effettuate il login per pubblicare un commento.
Se non siete iscritti, registratevi alla community di Business People.