Lettera aperta di 300 imprenditori contro la Siae

Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attività culturali © Getty Images

Nel testo, destinato al premier Matteo Renzi e al ministro Dario Franceschini, si chiede di aprire il mercato della gestione dei diritti d’autore musicali, mettendo fine al monopolio

Il "monopolio" della Siae torna a far discutere. Trecento imprenditori e aziende, attivi nel settore digitale, hanno inviato una lettera aperta al premier Matteo Renzi e al ministro Dario Franceschini (Beni e Attività culturali) per chiedere il recepimento della direttiva europea 26 del 2014 . La norma disciplina la gestione collettiva dei diritti d’autore stabilendo l’apertura del settore a nuovi operatori. In Italia, invece, la gestione dei diritti musicali è ancora in toto in mano alla Siae. «Come innovatori, investitori e imprenditori ci rivolgiamo a lei per far sì che l'Italia colga un'occasione storica per far entrare la propria industria della musica nella modernità», scrivono i firmatari dell'appello. Tra questi figurano Club degli Investitori (100 investitori professionali), Italia Angels for Growth (120 investitori professionali), Italian Business Angels Network Association (115 investitori professionali), la società di microcredito Permicro S.p.A.

COSA NON FUNZIONA. A spingere sul piede di guerra i firmatari sarebbe il meccanismo stesso previsto dalla Siae. Le royalty verrebbero infatti ripartite in base a un sistema forfettario, penalizzando le realtà indipendenti, e gli stessi pagamenti sarebbero lenti . All’estero, invece, esistono altri operatori, come l’inglese Soundreef , che calcolano il dovuto ai musicisti sulla base del monitoraggio di ogni singolo passaggio di un brano. Tra l’altro, proprio Soundreef starebbe appoggiando la campagna italiana contro il monopolio della Siae. «Questa direttiva porterà innovazione in un settore finora asfittico, consentendo ai titolari di diritti d’autore di avere accesso alle informazioni sull’utilizzo delle proprie opere e ricevere pagamenti tempestivi da parte di soggetti scelti liberamente in base a qualità del servizio e trasparenza», si legge nella lettera.

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