I migliori vini dell'Alto Adige

© iStockPhoto.com/AND-ONE

Grazie ai suoi diversi microclimi, la regione riesce a valorizzare tante varietà di uva: ma se il Gewürztraminer è la certezza di oggi, il Pinot bianco può diventare l’ambasciatore del futuro

Una regione che ha saputo sfruttare in termini turistici ed economici la meraviglia e l’unicità del suo territorio in qualsiasi momento dell’anno, non poteva lasciarsi sfuggire il business del vino : ecco perché l’Alto Adige è diventato il territorio che raccoglie il maggior numero di premi e riconoscimenti rispetto alla sua superficie. In pratica, un piccolo scrigno di tesori e meraviglie per appassionati, che è riuscito a sedurre un pubblico vastissimo grazie alla straordinaria biodiversità del suo paesaggio e delle uve che qui prosperano, e da cui si ottengono risultati straordinari grazie al clima unico e particolare. Siamo sotto le Alpi, ma tanti sono i diversi microclimi – creati dai laghi e dalle correnti di venti provenienti dal Garda – capaci di esaltare diverse varietà di uva, soprattutto bianche, anche se la grande qualità dei rossi è indiscutibile.

Parlando con Max Niedermayr , direttore del Consorzio locale, ci siamo fatti raccontare quali sono gli obiettivi della regione: «Puntiamo molto sulla qualità e sui vini bianchi. Essendo una zona alpina con tanti diversi microclimi è difficile puntare su una sola varietà, perché non ce n’è una che sia adatta per tutte le zone. Per la comunicazione abbiamo scommesso su sei vitigni, ovvero Pinot bianco , Sauvignon , Gewürztraminer , Schiava , Pinot nero e Lagrein ». Niedermayr ha le idee molto chiare sul vitigno che ha dato più soddisfazione e su cosa succederà nei prossimi mesi: «Il Gewürztraminer è importantissimo per il mercato nazionale e siamo molto contenti per l’andamento del mercato. Nell’export, però, è marginale, mentre il Pinot grigio ha molto successo, soprattutto negli Stati Uniti. Vediamo anche un trend verso le varietà a bacca bianca, e tra queste il Pinot bianco è quella con maggior potenziale. Siccome non c’è nessuna regione famosa per questa varietà, ci sarebbe ancora un vuoto che si potrebbe riempire».

Fino a poco tempo fa mancavano vini di culto capaci, in termini di prezzo e prestigio, di spiccare in cima alle liste di acquisto degli appassionati. Oggi non è più così e ci avventuriamo nell’assaggio dei campioni assoluti del territorio. Partiamo da uno dei pesi massimi, ovvero Martin Foradori e la sua Hofstaetter , che ha deciso di seguire la strada del territorio e le parcelle di vino iperselezionate: una direzione intrigante nella quale anche il Consorzio stesso ha dimostrato di voler investire con l’inizio di una mappatura accurata dei vigneti. Qui abbiamo due piccole parcelle storiche, una per il Pinot nero ricavata da una parte del vigneto Barthenau e una da un antico cru di Gewürztraminer: da essi sono nati i due vini bandiera della tenuta. Il Konrad Oberhofer - Vigna Pirchschrait 2006 , un Gewürztraminer viene affinato separatamente in botte rispetto al resto delle uve Igt, che sa di canditi resina, è esplosivo e succoso, una meraviglia di coraggio da una cantina. Non ha paura di tracciare una via, ma in versione mai stucchevole e ben lontana dai cliché, grazie proprio all’attesa prima dell’imbottigliamento. Il Ludwig Barth von Barthenau - Vigna Roccolo 2012 è, ovviamente, un Pinot nero. Nei sei ettari di Mazzon ne venivano usati 3,5 per Sant’Urbano. Nel 2012 una parte dell’impianto del 1942 è stata imbottigliata a parte come Roccolo, vecchio toponimo mai rivendicato, e oggi è un Pinot nero che sfoggia ampiezza e cremosità, lunghezza e stile, bacca rosa, piccantezza e sapidità, al sorso leggerezza e profondità, stile saldo e territorio, che mostra di avere ancora parecchio da dire.

Vini-Alto-Adige

1 Il Pinot nero Ludwig Barth von Barthenau - Vigna Roccolo 2 Cor Romigberg, portabandiera del Cabernet Sauvignon 3 L’omaggio di William Raifer a Luis Raifer: LR di Colterenzio (Chardonnay, Sauvignon e Pinot bianco con un tocco di Gewürztraminer 4 Nussbaumer, dalla culla del Gewürztraminer: Cantina Tramin 5 Terlaner I Grand Cuvée, da Rudi Kofler per Cantina Terlano 6 Konrad Oberhofer - Vigna Pirchschrait, Gewürztraminer affinato separatamente in botte rispetto alle altre uve Igt 7 La super cuvée di St. Micheal Eppan, Appius, firmata dal genio di Hans Terzer dalle uve Sauvignon, accompagnate da Chardonnay e Pinot grigio

Alto Adige significa anche importanti e organizzatissime cantine sociali, abbonate a premi e riconoscimenti in tutto il mondo. Ma sia la Cantina di Terlano sia St. Micheal Eppan hanno pensato ci fosse spazio e bisogno di alzare ulteriormente la qualità: ecco l’arrivo quasi in contemporanea di due cuvée, assemblaggio delle migliori partite di uva dei soci. Rudi Kofler , per Terlano, presenta la Terlaner I Grande Cuvée 2013 , definito come la «sintesi perfetta, espressione dell’anima più pura della Cantina Terlano». Poco meno di 4 mila bottiglie, con un 90% Pinot bianco, 7% Chardonnay e 3% Sauvignon Blanc, fermentati e affinati in legno inizialmente e poi in acciaio e bottiglia per profumi di un’avvolgenza straordinaria, frutta matura, pepe bianco, succoso e pieno, ma al contempo di una freschezza insopprimibile che marca tutto il sorso, lunghissimo. Dobbiamo invece al genio di Hans Terzer la nascita di Appius 2011 , la super cuvée di St. Micheal Eppan da uve Sauvignon, accompagnate da Chardonnay e da Pinot grigio dai vigneti più esperti della cantina. Forza ed eleganza fuse insieme, per un vino ricco di rimandi balsamici e fruttati senza tempo, con note che spaziano dal tropicale al sambuco fino all’uva spina e mirabelle, che in bocca continuano a ripresentarsi mentre il sorso fila via cremoso ma anche freschissimo. Parlando di cantine sociali, non può mancare Cantina Tramin , dalla culla del Gewürztraminer (Termeno), che da anni incanta il mondo con il suo Nussbaumer dal nome di un famoso maso vicino al Lago di Caldaro. Un vino quasi eterno per come sa invecchiare benissimo, che da giovane si mostra con note di orzo, luppolo arancio e bocca succulenta, sapida e sfaccettata per poi evolvere con il tempo in una bellissima scultura del territorio tra note di talco, eucalipto, timo, mirabelle e pesca, bocca dal grande equilibrio e salinità e finale sempre piccante.

Curiosi di assaggiare? 

SEGNATEVI LA DATA DI VENERDÌ 18 NOVEMBRE AL TEATRO COMUNALE DI BOLZANO PERCHÈ TORNA TOP OF VINI ALTO ADIGE , L’APPUNTAMENTO CON I NETTARI DELLA REGIONE CHE HANNO RICEVUTI I PREMI PIÙ IMPORTANTI DALLE GUIDE DEL SETTORE

La “sacra triade” Chardonnay, Sauvignon e Pinot bianco, insieme a un tocco di Gewürztraminer, animano anche Lr di Colterenzio , ovvero l’idea di William Raifer per omaggiare Luis Raifer producendo un vino intenso e ricchissimo che a cominciare dall’habillage della bottiglia si distinguesse per struttura e classe: tanti i rimandi tropicali, ma sempre stemperati da una solida acidità e una sapidità ricorrente nel sorso.

Sul versante biodinamica, da sempre l’innovatore coraggioso e lungimirante è stato Alois Lageder che ha saputo portare in alto non solo lo Chardonnay con la sua famosa etichetta Lowengang, ma anche il Cabernet Sauvignon, uva qui meno in gloria di altre regioni italiane, con il Cor Romigberg. Fruttato scuro di bosco e speziatissimo, ma anche delicato, di spessore e mineralità affumicata mai esuberante, nonostante l’impressionante estratto e definizione cui la biodinamica consente una beva spigliata ed elegantissima.

Anche le piccole cantine si fanno valere: pensiamo a Belluti Weinberghof che, oltre a una bella gamma di bianchi, produce un Lagrein Riserva dalle note intense di amarena, ciliegie mature e frutti di bosco miste al classico speziato del vitigno. Si torna ai bianchi con il giovane Hannes Baumgartner e la sua Strasserhof a Novacella (Varna, Bz), in Val d’Isarco, che vinifica molte varietà note e famose dalla vicinissima Austria. Da provare il suo Sylvaner Anjo Valle Isarco affinato in legno è importante, con profumi di frutta matura ricchi e intensi e una tattilità gustativa che si fa ricordare per eleganza e nettezza di aromi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti

Se siete iscritti alla community di Business People effettuate il login per pubblicare un commento.
Se non siete iscritti, registratevi alla community di Business People.