Confcommercio, sono le donne a reagire meglio alla crisi

Con la recessione aumenta l’incidenza delle donne nella nostra economia. Il terziario si conferma il settore preferito dalle imprenditrici

Le donne, o meglio le imprese guidate da donne, reagiscono meglio alla crisi. Lo sostiene Confcommercio e il suo Osservatorio sull’evoluzione dell’imprenditorialità femminile nel terziario presentato oggi a Palermo in occasione del primo Forum nazionale Terziario Donna Confcommercio sul tema “Donne motore della ripresa”. L’analisi dell’imprenditoria al femminile parte da questo dato: negli ultimi cinque anni, in Italia, il numero complessivo di imprenditori si è ridotto di oltre 205 mila unità (81 mila solo al Sud), ma la componente femminile ha registrato una miglior tenuta rispetto a quella maschile (-47 mila unità contro -158 mila) determinando un aumento dell’incidenza delle donne nella nostra economia dal 29,8% del 2009 al 30,1% del 2013. Il terziario femminile si conferma il settore più virtuoso: rimane praticamente invariata la quota di donne imprenditrici dal 2009 ad oggi (-0,3% contro il -10,7% dell’agricoltura e il -9,5% dell’industria) e cresce il suo peso sul totale dell’economia passando dal 66,6% al 69% . Ed è proprio il terziario il settore che in questi anni risulta essere il preferito dalle donne per l’avvio di nuove attività : delle 281 mila nuove iscrizioni complessive negli ultimi 3 anni, il 76% delle neo imprenditrici ha scelto questo settore.

Alloggio e ristorazione (140 mila imprese femminili, il 43% della base imprenditoriale) e servizi alla persona (113 mila imprese femminili, il 54,4% del totale) sono i settori in cui si consolida l’iniziativa delleimprenditrici che aumentano la loro presenza anche in settori tradizionalmente maschili come le attività immobiliari (+7,2%) e quelle finanziarie e assicurative (+4,3%).

A livello territoriale sono Molise (34,7%), Umbria ( 33,4%) e Abruzzo (33,3%) le regioni con la piĂą alta incidenza di imprese femminili sul totale.

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