Imprenditoria femminile, diritti uguali alle dipendenti

© Daniel Berehulak/ Getty Images

Maternità e lavoro, due elementi che nel nostro Paese non sono conciliabili per le professioniste autonome, costrette a lasciare l’attività e a dimezzare il periodo di congedo obbligatorio

Maternità e conciliazione casa-lavoro: sono dei tabù che complicano la vita professionale di lavoratrici autonome costrette a lasciare l’attività per gestire bebé in arrivo o emergenze familiari. Il movimento Donne Impresa chiede per le piccole imprenditrici gli stessi diritti che hanno le lavoratrici subordinate.

Il presidente del movimento, Edgarda Fiorini , ha indetto a Roma un incontro dedicato all’argomento, Valore artigiano-ipartiamo dai fondamentali , sottolineando l’importanza della conciliazione vita-lavoro e accesso al credito, diritti essenziali per l’imprenditoria al femminile e le lavoratrici autonome.

MATERNITA’ DOLENTE. Mentre il governo Renzi propone il bonus “pannolini” di 80 euro alle mamme, il nostro Paese per la maternità discrimina le donne in «lavoratrici di serie A e serie B», come scrive Corriere.it . Le lavoratrici di serie B sarebbero proprio le piccole imprenditrici e le professioniste della partita Iva che, in gravidanza o per assistere i familiari, sono costrette a sospendere la propria attività facendo i conti con le conseguenze del caso.

MENO BAMBINI, MENO TUTELA. Dati alla mano, secondo l’ufficio studi di Confartigianato imprese , per le lavoratrici autonome l’indice di intensità della maternità obbligatoria (percentuale beneficiari di maternità obbligatorie per professioniste in età fertile) è meno della metà rispetto a quello delle dipendenti (2,3% contro il 6% ).

«L’ampia differenza» spiega l’Osservatorio in una nota, «rende evidente il ricorso dimezzato alla maternità obbligatoria, a cui sottende una minor natalità, delle donne lavoratrici autonome»

PARI DIRITTI, COME? L’incontro ha messo in luce varie proposte per raggiungere le “pari opportunità” tra libere professioniste e dipendenti, come ad esempio il reddito di cura (aiuto economico per famiglie con malati over 65 a carico, ndr ), parificazione dei congedi parentali e di allattamento, incentivi di rientro rapido al lavoro con servizi all'infanzia e di sostegno all'assistenza con familiari disabili o infermi.

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