Il lavoro a misura di donna: a Roma la Global Win Conference

Tre giorni dedicati alla leadership e al networking femminile più grande d’Europa. Attesi 900 partecipanti per un evento che evidenzierà l’importanza di cambiare un modello di successo al maschile

“Non bisogna cambiare le donne ma creare il giusto ambiente di lavoro in cui possano esprimere il proprio potenziale. Se accogliamo la diversità di genere e le diversità più in generale, nuove idee e creatività arriveranno di conseguenza”. Con questo concetto Kristin Engvig, imprenditrice, fondatrice e Ceo di Win ( Women’s International Networking ) ha presentato la 19/a edizione della conferenza globale dedicata alla leadership e al networking femminile più grande d’Europa.
L’appuntamento è all’Ergife Palace Hotel di Roma dove, dal 28 al 30 settembre , i 900 partecipanti attesi avranno la possibilità di avere un confronto diretto con gli speaker su best practice di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, nuovi trend di mercato, come acquisire nuove capacità e qualità da leader. Protagonisti dell’evento saranno manager e top manager di aziende multinazionali, rappresentanti della politica, delle istituzioni, del mondo universitario e delle Ong che stanno contribuendo a cambiare il modo lasciando più spazio alle donne, alle loro idee e creatività. Il tema di quest’anno sarà ‘Leading the way, with beauty, connection and confidence’ perché gli organizzatori di Win credono fermamente nell’importanza di includere caratteristiche tradizionalmente femminili come l’empatia, la cooperazione e l’intuizione negli ambienti di lavoro affinché le donne non debbano aderire necessariamente a un modello di successo al maschile.

Il contesto italiano e internazionale
I numeri della parità di genere fotografano una situazione in lento cambiamento . L’ultimo rapporto sul ‘Gender gap’ del World Economic Forum (Wef), che misura tra le altre cose la parità economica tra uomini e donne, calcola che nell’ultimo anno è cresciuta globalmente solo del 3%; l’Italia si colloca negli ultimi posti, al 111esimo su 145 paesi. Da noi le donne occupate o attive sono poche: il 54% contro il 74% degli uomini, guadagnano meno e in troppo poche riescono a rompere il ‘tetto di cristallo’.

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