Uomini e donne sul lavoro: ottimi colleghi, basta che lei non comandi

Una delle ospiti d'onore del Women's Forum 2014 , Christine Lagarde , direttore operativo del Fmi (Fondo Monetario internazionale).
© Chip Somodevilla/ Getty Images

Più di 750 maschi under 40 provenienti da vari Paesi hanno risposto a un sondaggio, raccontando come percepiscono il ruolo femminile nel mondo del lavoro e mostrando cosa è cambiato nella relazione tra i due sessi

Le donne sono il 40% della forza lavoro mondiale, ma molte di esse sono sottopagate rispetto ai colleghi maschi. Nonostante ciò, la presenza femminile negli ambienti di lavoro è avvertita in maniera positiva e il mondo del business è sempre più recettivo ai valori della diversità.

WOMEN'S FORUM. A dirlo è Mazar con la ricerca What do men think? , un sondaggio condotto su 750 uomini provenienti da 60 Paesi del mondo, appartenenti sia alle vecchia generazione che alla nuova (i nati negli anni ’80 e ’90 ndr ), e presentata in occasione del Women's Forum di Deauville in Francia.

Le relazioni tra donne e uomini e le pari opportunità sono infatti il leit motiv della 10a edizione dell'evento che durerà fino a sabato 18 ottobre . Il meeting ha come protagoniste donne dell’alta dirigenza, leader politiche, attiviste provenienti da tutto il mondo, incluse anche personalità di spicco come il direttore operativo del Fondo Monetario internazionale Christine Lagarde e la star di Hollywood Salma Hayek . L’iniziativa punta a creare un’occasione di incontro tra le donne, incentivandone il networking e la solidarietà professionale.

QUALCOSA È CAMBIATO. Interrogati sulle donne al lavoro e su come sono cambiati i rapporti tra i due sessi, i maschietti hanno evidenziato come il “gentil sesso” si sia fatto più strada nei settori business e accademici, al punto che la diversità di genere nei team professionali è accettata dall’88% degli intervistati.

Se prima le faccende domestiche e la cura della famiglia erano un’esclusiva femminile, oggi il 60% degli uomini della nuova generazione è d’accordo nel condividere questi compiti con la propria partner, anche se a lei spettano i “classici” stirare, cucinare, pulire casa e lavare i bimbi. Che gli uomini stiano diventando più “femminili”? Probabilmente sì, secondo il 46% degli intervistati: i confini tra mascolinità e femminilità stanno diventando sempre più blandi.

LE DONNE IN UFFICIO. La maggioranza degli uomini (63% ) preferisce lavorare in ambienti dove ci sono donne, perché la loro presenza rende il lavoro più equilibrato (53% ), più piacevole (31% ), emozionante (30% ) e ricco di dialogo (25% ). Anche se in definitiva gran parte dei manager non fa caso al genere dei dipendenti (68% ).

Per gli intervistati le qualità professionali più importanti, come l’affidabilità, l’innovazione e la capacità di collaborare, sono “unisex”, cioè non dipendono dal sesso. Lo stesso vale per quelle caratteristiche, un tempo appannaggio maschile, come il coraggio e la capacità di leadership.

A livello aziendale, poi, la valorizzazione delle donne passa attraverso la promozione della diversità. I diversity program non sono solo sinonimo di comportamento etico, ma anche garanzia di efficienza per quelle multinazionali che, come la cinese Lenovo, (con metà dipendenti donne e molti provenienti da altri Paesi), presenteranno le proprie iniziative al Women’s Forum di quest’anno.

IL BOSS. Se ormai le donne al potere sono accettate dalla maggioranza degli uomini uomini (52% ), tuttavia vi è una piccola parte (il 21% ) che teme le virago, leader dal carattere forte e dal pugno di ferro come la fu "Iron Lady ” Margaret Thatcher o la più attuale Angela Merkel. Chi ha paura del boss in gonnella?

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