Alberta Sestito, una donna alla testa dei cervelloni d’Italia

Alberta Sestito

Informatica, romana di 53 anni, è l’italiana con il QI più alto, e la nuova presidente del Mensa, l’associazione riservata alle menti più intelligenti

Alberta Sestito, informatica 53enne di Roma, impiegata presso il Ministero delle Finanze, è la donna con il QI più alto d’Italia. Una vera e propria cervellona, da oggi anche presidente del Mensa Italia, la filiale nostrana dell’associazione riservata alla menti più brillanti del mondo, a quelle intelligenze definibili superiori. Un’associazione super esclusiva, ma allo stesso tempo estremamente democratica, l’unico requisito per accedervi è il raggiungimento del 98º percentile del QI. Possono aspirare a diventare mensani tutti coloro che rientrano in quel 2% della popolazione mondiale con il più alto Quoziente Intellettivo, tutti quelli che riescono a totalizzare almeno 148 punti nel test di Cattell. Chi si vuole cimentare nel test ha venti minuti di tempo, durante i quali, naturalmente sotto sorveglianza, deve rispondere a 45 quesiti a risposta multipla. Sono tutte figure di tipo astratto per misurare l’intelligenza di tipo G (generale), cioè quella svincolata dal fattore culturale. Da considerare che il test si può ripetere al massimo due volte nella vita. È solo il QI a sancire l’ingresso o meno tra i soci dell’associazione; non è necessario avere un’istruzione superiore, tra i soci c’è di tutto: dal plurilaureato al pensionato, dallo studente al professore universitario, dallo scienziato all’operaio. Tutti con uguale peso e credibilità nelle sedute o negli incontri Mensa in giro per il mondo. In totale i mensani sono circa 100mila, in Italia 1.200. Come ci tengono a sottolineare dal Mensa i soci «sono normalissimi e salvo alcuni casi, rari peraltro, non hanno nulla a che vedere con gli stereotipi hollywoodiani dei geni ciccioni o allampanati». La maggior parte si è resa conto della propria straordinaria intelligenza solo dopo aver letto la lettera con il risultato del test. Quasi tutti i mensani prima del test avevano solo una vaga percezione del loro potenziale intellettivo, alcuni poi hanno avuto risultati scolastici non proprio brillanti perché troppo intelligenti e dunque non inquadrati nella massa e non capiti dai professori. Così come è successo alla Signora Alberta, entrata a far parte dell’associazione solo superati i 40 anni, perché spinta a fare il test dal primogenito (tutti e tre i figli della Sestito sono soci del Mensa). A scuola spesso accusata di disturbare, la Sestito ha scoperto solo con il tempo, il perchè si annoiava tanto tra i banchi di scuola insieme ai suoi coetanei ‘normali’.

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