Arabia Saudita, Re Abdullah concede alle donne il diritto di voto

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Un gruppo di donne in Arabia Saudita

A partire dalle prossime elezioni municipali le donne potranno candidarsi e votare. Nessun allargamento invece delle ridottissime libertà civili

Alle donne saudite non è concesso guidare, girare in bicicletta, frequentare un ambiente contaminato da uomini che non siano parenti stretti, non è consentito uscire di casa, né lavorare senza il permesso di un uomo, non è dato viaggiare da sole, né ereditare e necessitano di un’autorizzazione maschile anche solo per sottoporsi ad un’operazione chirurgica. Eppure dal 2015 sembra che sarà concesso loro di votare e candidarsi alle elezioni amministrative , le uniche che si svolgono in Arabia Saudita. Non solo, sembra che le donne potranno entrare a far parte della Shura , il consiglio consultivo di nomina regia, a partire dalla sua prossima sessione. Ad annunciarlo Re Abdullah bin Abd el Aziz al Saud che ha dichiarato: «Dal momento che noi ci rifiutano di emarginare le donne in tutti quei ruoli conformi con la Sharia, abbiamo deciso, dopo la deliberazione con i nostri anziani ulema e con altri, di coinvolgere le donne nella Shura come membri. Le donne potranno concorrere come candidate alle elezioni municipali e avranno persino il diritto di voto».

Una concessione questa dell’88enne re saudita che riguarda esclusivamente le libertà (quanto meno ristrette) della sfera politica, ma che nulla ha a che vedere con l’allargamento alle donne delle libertà civili. Una concessione che si potrebbe leggere come un primo passo verso la fine delle discriminazione di genere in un paese ultra conservatore, oppure come un modo per sbarrare le porte del regno al contagio dalla ‘febbre democratica’ che sta investendo il mondo Islamico. In fondo dare alle donne il diritto di voto non è che il male minore per il regno. In Arabia Saudita le libertà politiche, fin ora ad appannaggio esclusivo degli uomini, sono alquanto limitate: il corpo elettorale elegge soltanto il 50% dei consiglieri mentre la totalità della Shura, il Consiglio consultivo del regno, è di nomina regia. Di sicuro c’è che alle prossime elezioni, in programma il 29 settembre, le donne saudite non parteciperanno perché la concessione di Re Abdullah è stata ufficializzata troppo tardi.

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