L’Italia del design arreda ancora, resta un punto di riferimento globale, ma non mancano segnali di criticità. Alla vigilia di EuroLuce, la manifestazione che si terrà all’interno del Salone del Mobile 2025 di Milano, l’indagine annuale dell’Area Studi Mediobanca ha messo sotto la lente 490 imprese italiane dell’arredo-illuminazione con fatturato sopra i 10 milioni, responsabili di oltre il 60% del giro d’affari del settore.
Il bilancio del 2024? Luci e ombre: il fatturato totale cresce appena dello 0,7%, mentre le esportazioni segnano un -0,9%, colpite dal rallentamento dei principali mercati esteri – Francia, Germania, Regno Unito e Cina. Il divario tra grandi e piccole imprese si accentua. Le aziende con ricavi superiori ai 100 milioni di euro guadagnano terreno (+2,4% sul totale, +4,3% all’estero), mentre quelle sotto quella soglia arretrano (-1%, con un preoccupante -6,2% nelle vendite internazionali).
Il divario tra grandi e piccole imprese del settore si accentura. Le aziende con ricavi sopra i 100 milioni di euro guadagnano terreno, quelle sotto quella soglia arretrano
A brillare sono le imprese “distrettuali”, capaci di chiudere l’anno con un +1,3% nell’export, in netto contrasto con il tonfo del -6,8% delle “non distrettuali”. Male anche le aziende dell’alta gamma fuori dai confini nazionali (-2,2%), mentre il mass market tiene botta (-0,4%).
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EuroLuce: il 2025 per le aziende dell’arredo-illuminazione
Lo sguardo al 2025 è moderatamente ottimista: il 75% delle imprese prevede un aumento di fatturato e export, con una crescita media stimata del 2,5%. Ma lo scenario è tutt’altro che tranquillo. Il 71,4% delle aziende teme una crescente concorrenza di prezzo, il 60% è preoccupato dal contesto geopolitico e il 37,1% guarda con diffidenza alla linea protezionista della nuova amministrazione americana.
In parallelo, il caro energia pesa sulle spalle di un’impresa su tre. Le contromosse? Nuovi mercati (per il 74,3% degli operatori), innovazione di prodotto (68,6%) e investimenti nella doppia transizione digitale e green. Il 55,7% delle imprese ha puntato sulla tecnologia, il 31,4% sull’ecosostenibilità. E proprio sul fronte Esg, il comparto mostra un fermento interessante: quasi l’80% delle aziende ha avviato iniziative ambientali, con il 69% attivo nella gestione circolare dei rifiuti e il 58,6% impegnato nella riduzione delle fonti fossili e degli imballaggi.
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