Lavorare meno per far guadagnare di più… allo Stato. Cioè per risparmiare sui costi di gestione dei ministeri. E’ l’idea del governo in tempi di spending review per razionalizzare l’attività di alcuni uffici: stop con l’orario di uscita fissato per le 20, tutti a casa alle 18.
«I risparmi si fanno anche in questo modo» spiegano in Via XX Settembre al Messaggero. I risparmi si annunciano consistenti e si concretizzerebbero, oltre che nei tagli ai costi di gestione (luce, riscaldamento e aria condizionata), a una razionalizzazione degli straordinari già “affettati” dall’ultima legge di Stabilità. Se avrà successo, l’iniziativa verrà estesa alle controllate del ministero dell’Economia.
Altri tagli si annunciano negli spazi per gli uffici (condivisione degli spazi e soppressione di 10 sedi territoriali) e nelle posizioni dirigenziali: il Mef ha annunciato l’eliminazione immediata di 139 posizioni non generali che passano da 712 a 573 unità
Per il 2015, infine, il governo prevede un taglio da 3 miliardi delle società pubbliche (ne dovrebbero rimanere solo mille in attività), 7,2 miliardi di risparmi sugli acquisti di beni e servizi e circa 600 milioni dall’informatizzazione della Sanità.
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