L’assemblea degli azionisti di Banco Bpm ha approvato le modifiche apportate all’Opa su Anima, con il favore del 97,67% del capitale. Così facendo, ha autorizzato il rialzo del corrispettivo da 6,2 a 7 euro ad azione e ha concesso al Cda la facoltà di procedere anche senza i benefici del Danish Compromise e con una partecipazione inferiore al 66,67%.
“Considerando che con le adesioni già ottenute raggiungeremo il 44,8% del capitale” di Anima “il successo dell’operazione è abbastanza scontato”, ha detto l’amministratore delegato di Banco Bpm Giuseppe Castagna. Con le modifiche apportate, l’istituto bancario ha ottenuto il benestare di Poste Italiane e Fsi – Fondo strategico italiano – che insieme detengono il 21% del capitale di Anima.
Le dichiarazioni di Banco Bpm sull’Opa di Anima e il ruolo della Bce
Banco Bpm ha approvato l’Opa su Anima. “Credo sia la prima volta che una grande società quotata si riunisce con la presenza dei soci dopo l’avvio dell’emergenza pandemica”, ha ricordato – aprendo i lavori – il presidente Massimo Tononi. Alla riunione erano presenti 3.536 azionisti, in rappresentanza del 56,644% del capitale. Nessun cambiamento è stato apportato al libro dei soci, composto da Crédit Agricole (con il 9,9%), Deutsche Bank (con il 5,18%), Blackrock (con il 5,04%) e Jp Morgan (con il 3,6%).
“Aspettiamo con molta serenità, non possiamo essere noi a dettare i tempi ai regolatori ma siamo stati molto trasparenti nel dire il punto di atterraggio del capitale sia con il Danish Compromise che senza”, ha aggiunto Castagna, che aspetta il responso della Bce sulla concessione dei benefici patrimoniali legati al ’Compromesso Danese’. In casi del genere, l’esperienza “finora è stata del 100% positiva” e fa ben sperare. “Bce ci ha detto che l’autorizzazione è ancora pendente e stanno facendo degli approfondimenti con l’Eba”, ha concluso.
L’operazione su Anima fa parte di una strategia più ampia che vede protagonista Banco Bpm. Il fine è diversificare le proprie fonti di reddito, riducendo la dipendenza dai margini di interesse in un periodo di tassi in calo. Il piano industriale aggiornato prevede utili netti cumulati maggiori a 7,7 miliardi di euro nel periodo 2024-2027 e una remunerazione complessiva per gli azionisti superiore a 7 miliardi di euro. Di questi, più di 6 miliardi saranno garantiti indipendentemente dall’esito dell’acquisizione di Anima.
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