Anno d’oro per le banche europee e stipendi in forte crescita per i loro amministratori delegati. Secondo i dati diffusi da Bloomberg, nel 2024 i Ceo dei principali istituti di credito quotati in Europa hanno guadagnato in media 7,6 milioni di euro.
Al vertice della classifica c’è Sergio Ermotti, alla guida della svizzera Ubs, che ha incassato circa 15,6 milioni di euro, cifra sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Ermotti è stato protagonista del salvataggio di Credit Suisse, storico rivale appena acquisito. Secondo posto per Andrea Orcel, Ceo di Unicredit, con 13,2 milioni di euro: un aumento del 32% rispetto al 2023. L’ex banchiere di Merrill Lynch è diventato uno dei principali attori del risiko bancario italiano.
Dietro di lui Christian Sewing di Deutsche Bank, che ha portato a casa 9,8 milioni, seguito da Hector Grisi di Santander con 8,3 milioni. Sopra la media anche Onur Genç, Ceo di Bbva, e Carlo Messina di Intesa Sanpaolo, entrambi con 7,3 milioni. Più distaccati Slawomir Krupa (Société Générale, 5 milioni), Jean-Laurent Bonnafé (Bnp Paribas, 4,2 milioni), Steven van Rijswijk (Ing, 2,7 milioni) e Philippe Brassac (Credit Agricole, 2,6 milioni), quest’ultimo alla guida di una banca di origine cooperativa.
In molte banche europee è aumentato il numero dei manager con stipendi superiori al milione
Non solo Ceo: in molte banche è aumentato anche il numero dei manager con stipendi superiori al milione. Deutsche Bank ne conta 647, Santander 418, Intesa 84 e Unicredit 72. Gran parte della remunerazione dei Ceo è legata a componenti variabili, cioè al raggiungimento di obiettivi, in particolare legati alla redditività. E proprio su questo fronte il 2024 è stato un anno brillante per il comparto, grazie all’aumento dei tassi d’interesse che ha fatto crescere i margini sui prestiti senza incidere troppo sul costo della raccolta.
I 20 maggiori istituti europei quotati hanno registrato utili per 110 miliardi di euro, in aumento del 7,1% rispetto al già eccezionale 2023. Ubs ha calcolato che le banche hanno distribuito oltre 120 miliardi in dividendi e buyback. Solo Unicredit ha restituito 9 miliardi agli azionisti. Nonostante questi numeri, i proxy advisor Glass Lewis e Iss hanno invitato a votare contro la relazione sulla remunerazione di Unicredit, sollevando dubbi sulla congruità del pacchetto retributivo di Orcel. Da parte sua, la banca ha difeso la coerenza tra compenso e risultati.
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